Dal 18 Sanremo Musical a Milano

Dal 18 Maggio Sanremo Musical a Milano

Parte da Milano, al Teatro Nuovo di Piazza san Babila dal 18 Maggio 2018, l’avventura di “Sanremo Musical” il nuovo musical di Isabella Biffi. Scritto con Salvatore De Pasquale e con la regia della stessa Isabou, tratta della storia in parallelo del Festival della Canzone Italiana, dei suoi personaggi ma anche del variare dell’Italia. Il tutto scandito, in due ore, di circa 60 canzoni. Molte ovviamente accennate o parte di medley. Per sentirle tutte, senza contare quelle non citate, ci sarebbero voluti due giorni di spettacolo.

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Gli artisti

Le musiche originali sono di Silvio Melloni, Gino Zandonà, Osvaldo Pizzoli e Isabella Biffi. Mentre le coreografie sono affidate al grande talento di Giordano Orchi (quello che abbiamo già presentato parlando del suo Magnitudo). Sul palco canteranno: Paolo Gatti, Gustavo La Volpe, Giovanni De Filippi, Marco Gabrielli, Roberto Lai, Michelangelo Nari, Rosy Messina, Eleonora Pieri, Fabiola Poretti, Alice Grasso. Mentre balleranno: Elisa Cunselmo, Rossella Petruzziello, Bruna Saltini, Alberto Del Prete, Federico Milan, Simone Lazzari. Tra questi Elisa ed Alberto li ho già visti ballare per lo spettacolo sopra citato di Orchi, che dire se non che sono davvero straordinari. Nel video sopra un piccolo accenno dei ragazzi del cast a cosa si sentirà nello spettacolo.

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Info

Biglietti in vendita suwww.ticketone.ita partire da 39

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Cinquant’anni fa, oggi, Hendrix a Milano

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Cinquant’anni fa, oggi, Hendrix a Milano

Era il 16 maggio 1968 e presso la Triennale di Milano  The Jimi Hendrix Experience suonarono a Milano. Proprio oggi è stata presentata la mostra “HEY JIMI – The Italian Experience 1968” dedicata al chitarrista americano. Ci sono diversi materiali dell’epoca ispirati anche dal libro (edito da Jaca Book, pp. 272, euro 35) scritto dal giornalista e storico musicale Enzo Gentile e da Roberto Crema. Lavoro dedicato all’unico tour di Jimi in Italia con gli Experience (Noel Redding e Mitch Mitchell) che li vide suonare, oltre che a Milano anche a Roma e Bologna. Lo spazio nel quale suonarono, sotto alla Triennale si chiamava Piper Club, come il famoso locale romano. Sono stato molto contento di andare alla presentazione di questa mattina perché Enzo Gentile è uno dei giornalisti più seri che conosca. Mai banale, sempre gentile, è sempre stato un riferimento in questo mondo. La mostra sarà visitabile fino al 3 giugno e un giro alla Triennale ci sta sempre bene. Approfittatene.

C'era anche Eugenio Finardi

C’era anche Eugenio Finardievento

Jimi Hendrix

Con Jimi ci sono cresciuto, imparare a suonare la chitarra (non a caso ho una Fender Stratocaster Panna) è stato un percorso naturale per me approfondire e innamorarmi di come suonava. È stato un innovatore, il primo chitarrista a fare diventare il suo strumento qualcosa che andava oltre le sei corde. Solisti prima di lui ce ne sono stati tanti, ma dopo di lui è stato tutto un altro modo di suonare la chitarra. Io ho sempre pensato, a differenza sua che se ne vergognava, che fosse anche una grande voce. Senza considerare che quello che faceva suonando mentre cantava. Un talento fantastico rubato dalla droga, uno dei tanti motivi per detestarla. E non è vero che era quella che gli permetteva il suo essere virtuoso, ho dei dischi pirata di suoi concerti dove, drogato, non suonava per nulla bene, anzi. Sono stupidi luoghi comuni che la droga permetta migliori prestazioni. Anzi ha offuscato il suo mostruoso talento. Molti lo ricordano per le provocazioni come suonare con i denti o dare fuoco allo strumento. Io invece per avermi fatto amare questo strumento.

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Jimi Hendrix l’Italia degli anni sessanta

Leggendo i titoli dei giornali dell’epoca mi ha fatto molto pensare. “Le ragazze impazziscono per il brutto con la permanente” oppure “Pazze per il mostro” senza dimenticare “Il negro che suona la chitarra con i denti”. Quest’ultima la sdoganerei un po’ il termine “negro” non era prettamente dispregiativo. Si usava comunemente per definire il colore della pelle anche pochi anni fa, ora si preferisce il politicamente corretto “nero” o “di colore”. Il punto è che questi articoli in pieno sessantotto sono davvero lo specchio di quegli anni dove la cultura rock era ancora da venire, pure tra i giornalisti bigotti. A me ha colpito molto, io c’ero già ma avevo solo un anno non ho vissuto che di riflesso quei momenti.

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Info

articolo di www. fabioricci.it

 

I trent’anni nella Musica di Antonio Vandoni

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I trent’anni nella Musica di Antonio Vandoni

L’idea è stata davvero carina: come festeggio 30 anni di musica? Beh ma con una bella festa con chi la musica la fa. Così Antonio Vandoni, direttore artistico di Radio Italia ha riunito amici, giornalisti e artisti per una party all’Old Fashion di Milano. Serata fuori dal comune per i tempi moderni, una volta (mi sento un anziano a dirlo) di queste cose se ne facevano. Dalle etichette che presentavano la stagione di uscite e feste per un disco d’oro o similari. Oggi, con la crisi che prima di tutti ha colpito il comparto musica, sono davvero cosa rara. Non dovendo vendere nulla, per i miei gusti, è ancora più apprezzata. Sono anche quelle occasioni dove rivedi amici che magari non incontri tutti i giorni.

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Nina Zilli con Antonio Vandoni

Tony Vandoni

Tony nel nostro ambiente lo conoscono tutti, dal 2000 direttore artistico di Radio Italia Solo Musica Italiana, ha proseguito il suo lavoro precedente da discografico. Siamo ad un totale di 30 anni vissuti lavorando con passione e serietà in questo ambiente che di queste qualità non sempre ne è così ricco. Conosco Tony da, appunto, trent’anni e la prima cosa che mi stupì da giovane giornalista e pr radiofonico, fu come questo addetto, all’epoca, alle radio metteva nel suo lavoro. Ricordo quando ci si incontrava nel suo ufficio per ascoltare cose nuove e commentarle e l’entusiasmo con il quale si attendevano le uscite. Però la cosa che mi fece ancora più notare, il nostro eroe, fu proprio la serietà e la competenza. Uno dei pochi in questo ambiente che conosce i media sul serio, sapeva se una radio locale avesse un senso nel suo territorio o quale network fosse più adatto a questo o quell’artista. A voi sembrano cose banale, a me per nulla

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La torta, poteva mancare?

La festa

Chi c’era? Si fa prima a dire chi non c’era (la lista è appena sotto). Ma la cosa più interessante era sicuramente l’atmosfera. Giovani artisti hanno potuto chiacchiere e scambiare contatti con artisti affermati. Anche queste sembrano cose scontate, ma gli artisti sono spesso subissati di richieste, anche al bar quando si bevono il caffè. Ma proprio lil mood amichevole e leggero della serata ha coinvolto tutti. Dall’esordiente all’artista più affermato, mi ripeto dipende molto dal padrone di casa, sempre.

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C’eravamo anche io e il talentuoso Paolo Antonio

Chi c’era?

Adriano Pennino, Al Bano, Alberto Alfano, Alex Peroni, Alexia, Amedeo Minghi, Andy (Blue Vertigo), Antonello Carozza, Arisa, Chiara Galliazzo, Clara Moroni, Daniela Cappelletti, Daniela Martani, Daniele Battaglia, Daniele Coro, Daniele Stefani, Dariana Koumanova, Debora Iurato, Deva, Elodie, Eman, Fabio Falcone, Fabio Perversi, Fausto Leali, Federica Camba, Fernando Proce, Filippo Graziani, Fiorella Felisatti, Gemelli Diversi, Giacomo Urtis, Gigio D’ambrosio, Giulia Casieri, Giulia Penna, Giusy Ferreri, Isabeau, La Rua, L’aura , Le Vibrazioni, Lelio Morra, Leonardo Monteiro, Leonardo Tumiotto, Luca Colombo, Luisa Corna, Marcella Ovani (Lollipop), Marco Maccarini, Marco Masini, Marianne Mirage, Marina Minetti , Mario Lavezzi, Massimo Di Cataldo, Maurizio Seymandi, Mauro Marino, Michele Bravi , Mose, Nesli, Nick The Night Fly , Nina Zilli, Pago, Paola Iezzi, Paoletta, Pierdavide Carone, Raphael Gualazzi, Rocco Hunt, Sara Ventura, Silver , Simona Ventura, Simone Maggio, Stefania Andriola, Stefano De Grandis, Stefano Tacconi, Ttakagi & Ketra, Tony Maiello, Tricarico, Vera Spadini, Vince Tempera, Virginio e Zibba. In ordine rigorosamente alfabetico.

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Auguri Tony Vandoni e altri 30 anni come questi!

Isabella Cremonesi ci presenta il Teatro del Vigentino

Isabella Cremonesi ci presenta il Teatro del Vigentino

Sabato 19 maggio 2018, dalle19.00 al Teatro del Vigentino ci sarà la chiusura della stagione con “Match d’improvvisazione teatrale allievi vs insegnanti”. Serata non diversa dalle loro altre, ci si diverte da matti e si passano un paio d’ore davvero carine. Ho colto l’occasione per tornare ad intervistare l’anima di questo Teatro/Scuola: Isabella Cremonesi

L’intervista

Quello che c’era da dire su di loro lo trovate qui, essendoci appena stato, invece nel video l’intervista con Isabella.

Info

Teatro del Vigentino, via Matera, 5/7 – 20141, Milano – TEL.02 55 23 02 98

ATM: Tram 24 (Ripamonti-Barletta) Bus 34 (Ripamonti-Barletta) Bus 95 (Ripamonti)

prenotazioni@teatrodelvigentino.it

PREZZI: intero € 12,00 – ridotto € 10,00 (studenti sotto i 25 e over 65 anni)

www.teatrodelvigentino.it

https://www.facebook.com/teatrodelvigentino/

intervista di www.fabioricci.it

Oggi e domani i Secondamarea a Milano #milanostasera

Oggi e domani i Secondamarea a Milano

I Secondamarea suoneranno questa sera, giovedì 10 maggio 2018 e domani, a Milano. Il duo composto da Ilaria Becchino (voce) e Andrea Biscaro (chitarra) suonerà stasera all’Hic Enoteche Spallanzani (Via Lazzaro Spallanzani, 16 – inizio concerto ore 20.00) e venerdì 11 Maggio presso il locale Enoteca Divino (Via Filippino Lippi, 2 – inizio concerto ore 21.00). Presenteranno live il loro recente LP che si chiama “Slow”, prodotto da Paolo Iafelice, che si adatta davvero bene a questa loro dimensione.

L’intervista e il disco

Li ho incontrati negli uffici di Parole e Dintorni, il loro ufficio stampa, chiacchierando di musica e di altro. Il loro è un concept “naturalista” un’invito a vivere non sono in maniera più lenta ma soprattutto più consapevole. Nelle loro canzoni si parla di queste temi in maniera omogenea e devo dire più che altamente condivisibile. Interessante anche la parte musicale, dove il produttore è entrato con un lavoro davvero delicato senza snaturali, dove le atmosfere folk rimandano alla nostra musica. Forse sarebbe meglio dire dei nostri nonni per essere precisi, tutte ballabili una sorta di risposta al folklore del sud. Anche le melodie mi hanno fatto pensare alle filastrocche o ai cantastorie che ormai abbiamo smarrito. Un lavoro che merita un secondo ascolto perché è facile che ti prendano per mano e si balli insieme. Magari all’Isola del Giglio dove hanno deciso di vivere la loro vita, lei milanese lui romagnolo, più Slow.

Info

www.facebook.com/Secondamarea

www.instagram.com/secondamarea

www.youtube.com/channel/UCjdIqX246ztuX2R5E9Dp-oA

Stasera la finale di @thevoice_italy su @raidue

Stasera la finale di @thevoice_italy su @raidue

Questa sera, giovedì 10 maggio 2018 dalle ore 21.20, sarà trasmessa in diretta su Rai Due la finale di The Voice of Italy 2018. Capitanati dai giudici Al Bano, J-Ax, Francesco Renga, Cristina Scabbia i quattro finalisti si “scremeranno” fino a che ne resterà uno soltanto. Citazione di Highlander il meccanismo è semplice e non serve avere il regolamento sotto mano per capire cosa succederà. Uno alla volta escono fino al vincitore. Presenta Costantino della Gherardesca, come sempre grandioso, con ospiti Betta Lemme e Mihail.

I finalisti di The Voice of Italy 2018

Saranno Maryam Tancredi (Team Al Bano, 19 anni da Napoli), Beatrice Pezzini (Team J- Ax, 20 anni da Verona), Asia Sagripanti (Team Francesco Renga, 19 anni da Pordenone) e Andrea Butturini (team Cristina Scabbia, 23 anni da Brescia). Chi di loro vincerà aggiudicandosi il contratto con la Universal Music Italia? Per me i favoriti sono nettamente due Maryam che ha una voce spettacolare ma sul palco è ancora troppo impacciata e Andrea che al contrario oltre ad una bella presenza scenica ha un pezzo che mi sembra, al primo ascolto, davvero molto forte. Certo Maryam però è un talento vocale notevole e il programma si chiama The Voice. Però se si guarda oltre sicuramente Andrea mi sembra più completo. Asia e Beatrice sono molto brava ma al live per la stampa non mi hanno particolarmente emozionato.

Il programma

Quest’anno asciugato a sole otto puntate, con la finale di stasera, ha ristretto di parecchio il sugo e alla fine l’hanno reso meno noioso. L’appunto che farei è alla fase di scouting, troppi “ini” (bravini, bellinni e carini) ma poco sostanza. Troppi concorrenti all’ultimo disperato tentativo, con la morte scritta in faccia. Esagerato? Non io, ma chi si presenta a queste cose con questo mood che davvero mi pare eccessivo. Se è una vita che ci provi e nessuno ti ha sostenuto vuol dire che manca qualcosa, magari quel fattore in più che viene tanto decantato dalla concorrenza. Non a caso i giudici, la parte più carina del programma, hanno portato in finale i giovani.

Artista, programma e programamma

Quattro su quattro che almeno hanno davanti molte strade aperte. Se mi dessero da produrre uno a caso di questi ragazzi mi troverei un talento “aperto” sul quale lavorare. Quello che devono fare, secondo me, questi format televisivi è proprio fare scouting e anche un po’ di formazione (perché così tanti “artisti” non sono preparati su cose davvero da ABC della professione?). Insomma un programma non un programamma, che già nella vita normale fanno molti danni. Inguardabili le mamme fan che cantano nota per nota interpretando i figli nelle riprese tra il pubblico. Basta per favore, lasciateli andare!

Info

www.thevoiceofitaly.rai.it

Per votare è necessario chiamare il numero 894.424 da telefono fisso o inviare un SMS con il codice al 478.478.4 al costo massimo di 0,51 Euro per ogni voto espresso

articolo di www.fabioricci.it

Il Teatro del Vigentino e il loro “Ah… Però!”

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Il Teatro del Vigentino e il loro “AH… Però!”

Invitato dal loro ufficio stampa, Luca Cecchelli, sono stato la scorsa domenica (6 maggio 2018) a vedere la serata di “Improvvisazioni al bicchiere” detta anche “Ah… Però!”. Nato da un’idea di Isabella Cremonesi porta sul palco l’improvvisazione al Teatro del Vigentino. La sala era piena, cosa che aiuta parecchio quando si fanno gli spettacoli (ma voi che fate sempre in casa?), con un biglietto si poteva vedere lo spettacolo e bere un calice di vino e mangiare qualche stuzzichino. Tranquilli gli astemi come me, c’era anche altro.

Lo spettacolo

Sul palco con Isabella c’erano anche Carmen cappiello, Stefano Prestini, Stefano Valenza ed Emanuele Vasta che ha anche suonato il piano. Lo spettacolo consiste nell’improvvisare degli sketch comici con dei meccanismi diversi. Il risultato è sempre molto divertente perché i 5 sul palco sono proprio bravi e veloci. Per improvvisare la velocità con sui si reagisce a quello che gli altri stanno facendo e dicendo è essenziale. Si vede che il gruppo è molto affiatato, ognuno con le sue caratteristiche. Così come si vede che si divertono parecchio loro per primi. Infatti divertono molto e questa cosa passa.

Il pubblico

Non è che si può sempre essere spettatori passivi, già non bastasse la nostra società, al Teatro del Vigentino qualcosa dovete pur fare. Che sia suggerire una frase, salire sul palco e dare una direzione con un semplice “no” alla storia oppure con i bigliettini che avete trovato sulla seria: qualcosa la farete. Se non volete essere coinvolti state pure a casa che la televisione è quello che vi meritate! Il prossimo, ed ultimo per la stagione, sarà Sabato 19 maggio 2018 dalle19.00 con “Match d’improvvisazione teatrale allievi vs insegnanti”. Io penso proprio di tornarci, chi si unisce?

Info

Teatro del Vigentino, via Matera, 5/7 – 20141, Milano – TEL.02 55 23 02 98

ATM: Tram 24 (Ripamonti-Barletta) Bus 34 (Ripamonti-Barletta) Bus 95 (Ripamonti)

prenotazioni@teatrodelvigentino.it

PREZZI: intero € 12,00 – ridotto € 10,00 (studenti sotto i 25 e over 65 anni)

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