Stadio Live dal Sant’Orsola

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Gli Stadio

Gli Stadio faranno un concerto dalla terrazza del Padiglione 23 del Policlinico Sant’Orsola di Bologna. Si terrà il 27 giugno a partire dalle ore 19 in diretta social e con collegamenti con amici e con Catania e Siracusa. Il concerto sarà sia una festa di ringraziamento, Gaetano assicura che però il tacchino non ci sarà, ma anche una sensibilizzazione ad aiutare gli ospedali. Nello specifico oltre il Sant’Orsola anche

“Voi come noi”

Ci sono titoli e slogan che lasciano il tempo che trovano, nel caso di Curreri e soci no. La band si è sempre distinta, nel loro cammino pluridecennale nella nostra musica, come qualcosa di diverso. Grandi professionisti ma con un cuore sempre acceso. Ricorderò la loro più grande lezione di quel concerto a Lodi, metà gennaio nebbia che nemmeno negli anni 40 e sala davvero poco piena… loro? Concerto strepitoso nemmeno fossimo in 100.000. Li o capisci cosa significa essere un musicista, un artista davvero. O resterai sempre uno dei tanti, anche se di successo nel caso. “Voi come noi” è anche il titolo del nuovo singolo in via di pubblicazione, registrato con medici e infermieri.

Scuola Dalliana

Come prima cosa vorrei ringraziare chi ha messo i soldi per permettere questo concerto” ha aperto la conferenza Gaetano “Un modo, questa festa, di guardare in modo positivo. Un arcobaleno, ci saranno anche ospiti come Fresu, Noemi e Solis String Quartet. Lucio Dalla ci sarebbe stato, avrebbe suonato il clarinetto o cantato un pezzo con me”. La band farà anche “La sera dei miracoli” ma la Lucio ci sarà vero? “Si, me l’ha già detto che di sicuro sarà li con noi” chi ha avuto la fortuna di conoscerlo lo sa, così come sa che Curreri è uomo che guarda ben oltre “Quelli come me che hanno la Siae non sono obbligati ad andare a suonare, ma pensate ai tecnici o ai musicisti che supportano i grossi nomi. Loro vivono suonando, io suono e suonerò ovunque in qualsiasi modo. Ma dobbiamo pensare anche agli altri” e poi senza musica che mondo sarebbe? “Quello che chiediamo fortemente” conclude il frontman degli Stadio “è avere regole precise. Diteci come possiamo fare e lo faremo” Ne abbiamo tutti gran bisogno!

Info

Evento Facebook
Official

Donazioni(Iban Fondazione Policlinico Sant’Orsola) – Causale: “Voi come Noi”
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Renato Caruso racconta Pino Daniele #recensionevip

Renato Caruso foto di Foto Matteo Benatti

Renato Caruso foto di Foto Matteo Benatti

Renato Caruso racconta Pino Daniele

Ho chiesto a Renato Caruso, grande musicista e esperto conoscitore di Pino Daniele di raccontare dal suo punto di vista (chitarristico ma non solo) il grande artista napoletano. Grazie Renato! Con te parte #recensionevip

Come conobbi Pino

(di Renato Caruso)

Non ho mai conosciuto Pino Daniele, sfortunatamente, lo sentivo suonare dal mio prof di chitarra classica, Pietro Aldieri. Ai tempi studiavo privatamente per sostenere gli esami di conservatorio.

Non ero molto attratto all’inizio, anche perché in casa si respirava aria rock/pop come i Rolling Stones e vari gruppi italiani degli anni ’70 che mio padre suonava ogni giorno, da solo e con gli amici, davanti un camino e un po’ di vino. Tra Bach e Dyens il mio prof suonava spesso questi accordi strani (per me ancora erano lontane le settime, le none, ecc.), avevo circa 11 anni. Lui mi fa: “Davvero non ti piace Pino Daniele?”. E io: “Be’, lo conosco di nome ma niente di che!”. Figurati se a casa si ascoltava Pino con quell’aria beatlesiana, rockettara.

Ma poi…

Be’, dopo un po’ di tempo, mi affeziono, perché capisco che Pino Daniele non è un semplice cantautore, ma la mia guida per imparare a suonare la chitarra. Davvero dico, in Italia non puoi suonare la chitarra e non conoscere Pino Daniele piut- tosto che Lucio Battisti. Ogni falò, concerto, jam, c’è sempre un pezzo di Pino. Le sue canzoni non possono esser suonate da tutti perché ci vuole una gran tecnica, in poche parole Pino Daniele non è il giro di Do. Capisco che è arrivata l’ora di tirar fuori gli accordi di tutti i brani di Pino e così per anni, sotto le MC, cuffie e via. Sono felice poiché oggi i miei tutorial sono i più visti su YouTube, ne è valsa la pena. Da allora mi innamorai della bossa nova, genere da lui usato 60 più volte quando imbracciava una chitarra classica. Spesso mi dicono che il mio tocco è suo. Be’, ho avuto un gran maestro.

La sua musica

Non c’è genere che Pino non abbia suonato, avvicinandosi al rap in qualche album, pur sempre rimanendo melodico e dolce. Non è il cantante pop di Io per lei o Dubbi non ho o il chitarrista dei soliti quattro accordi, senza nulla togliere al più semplice e geniale giro di do. Anche negli ultimi anni mo- strava le sue capacità tecniche chitarristiche, Pino era “Alleria”, “Quanno chiove”, “Yes i know my way”, “Napule è”. Brani non certo facili da suonare alla chitarra, anzi, ci vuole una buona dose di passione e ore sullo strumento.

Chitarrista e poeta

Pino era un chitarrista poeta, un poeta della musica che usa- va la chitarra come mezzo di comunicazione (un po’ come Mark Knoplfer). Si passa da un blues, amore primordiale, al funk, e ancora da latino al rock, ecc. ecc. Ogni brano comunica uno stato d’animo, un groove, un’emozione diversa.

Breve Analisi di Quando

Questo brano dovrebbe essere studiato nei conservatori italiani, è un vero e proprio brano di musica classica. Parte con la semplice melodia che accenna la canzone per poi creare un arrangiamento che non ha bisogno di altri strumenti. È tutto fatto. Dalle prime note si (tu), mi (dim), fa# (mi), la (qua), la (do), quan (sol), do (mi), si percepisce la malinconia e la dolcezza di questa poesia musicale. Il brano si sviluppa poi con una serie di accordi che ricordano il jazz, la bossa nova, e tutti gli stili che Pino metteva nei suoi brani. Armonia perfetta, note al posto giusto. Genialità che solo un autodidatta può dimostrare, gli accademici tendono quasi sempre a essere rigidi mentre qui si ha la libertà di volare, di andare oltre. Inizia il ritornello che sembra quasi pop, distaccato totalmente dalla strofa (pura poesia classica), per poi ritornare sulla strofa e così via.

Renato Caruso foto di Foto Matteo Benatti

Renato Caruso foto di Foto Matteo Benatti

 

Info

www.renatocaruso.it

www.instagram.com/rencaruso/

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Purse il nuovo di FvckTotvm

Purse il nuovo di FvckTotvm

Trovate in rete, qui lo potete ascoltare su Spotify, “Purse” il nuovo singolo di FvckTotvmQui sopra a #leinteristesuldivano qualche mese fa. L’ho invitata perché ha dimostrato da subito di avere qualcosa che la rende molto diversa da tutto quello che si sta sentendo in giro. Anche in “Purse” emerge questo suo grammelot (Sarebbe piaciuta un sacco a Dario Fo), questo suo linguaggio che è figlio del suo girare il mondo. Incontrare e inglobare culture diverse, nel suo essere il “brutto anatroccolo” nello stesso tempo “principessa”, tra una rima e l’altra. Ti ammalia con le sue curve e ti pugnala con la sua lingua. Provoca e spinge, ma è un brillante puro, non necessità del taglio diamante è perfetta così. Ascoltatela.

Fvktotum

Fvktotum

FvckTotvm

FvckTotvm originaria del Sud Italia, Puglia per la precisione, nata e cresciuta in un paese di diecimila abitanti. Decide di espatriare all’età di 17 anni, vive a: Brighton, London e Barcelona facendo busking ovunque. Comprese Roma, Bologna e Chieti, finché non decide di trasferirsi a Milano, la città italiana più viva, musicalmente parlando. Scrive poesia fin da piccola, prima di iniziare a cantarle su basi musicali rap e trap. Facendo della sua sonorità punk rock la sua cifra stilistica, suonu che l’accompagnano durante tutto il suo percorso. Cerca innovazione e le etichette non fanno al caso suo.

Info

https://www.facebook.com/fvcktotvm/

https://www.youtube.com/channel/UCiD97XnOwmltV-f-URknFGQ/videos

https://www.instagram.com/fvcktotvm/

fvcktotvm

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Centocani per Amref con le sue maschere

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Centocani per Amref con le sue maschere

Fare teatro, farlo con la filosofia di “Centocani Branco Teatrale”, in questi giorni, è più impossibile che mai. Non si deve solo farsi largo tra tante iniziative, che si contendono spazi e pubblico. Proprio il teatro non si può ancora fare, per l’emergenza Covid 2019. Allora se sei un vulcano che fai? Stai fermo? O qualccosa ti inventi?

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L’asta delle maschere i link

Un’alternativa allo stare fermi e una necessità di sentirsi utili. Velocissima la risposta dell’associazione dedicata ad aiutare direttamente in Africa, visto che molto del continente è presente nell’arte di queste maschere. Quindi? via all’asta benefica!

 

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Qui trovate il link per collegarvi all’asta delle maschere che Centocani ha preparato. Il gruppo è animato da tre ragazzi che stanno facendo un percorso davvero interessante. Sono Federico Regonesi, Davide Falbo e super Tetiana Muzychenko (augurissimi!) ai quali faccio i miei complimenti.94582065_706247603249894_8748341446962053120_n-1

www.charitystars.com/collection/centocani

Mentre qui qui trovate delle descrizioni dettagliate

www.centocani.com/it/asta-di-beneficienza.html

 

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Chi è Centocani Branco Teatrale

Centocani Branco Teatrale è un’associazione artistico culturale che porta il teatro dove non c’è. La nostra proposta artistica si basa sulle tradizioni del teatro popolare e sul teatro sociale e di comunità. I nostri laboratori e workshop sono aperti a tutti, che tu sia professionista o amatoriale. Il teatro popolare è un teatro povero, diretto. Si fonda sulle tradizioni, sui miti e sulle credenze popolari dei luoghi. Prende forma attraverso la pratica dell’artigianato teatrale. Il teatro sociale e di comunità è un teatro che migliora il benessere dei singoli o di tutta la comunità, in contesti di difficoltà o in seguito a traumi.

Info

www.centocani.com/

www.instagram.com/centocani/

www.youtube.com/

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“Dell’odio dell’innocenza” arriva il nuovo Benvegnù

“Dell’odio dell’innocenza” arriva il nuovo Benvegnù

Appena prima della quarantena dalla quale siamo, si spera definitivamente, appena usciti, è stato pubblicato “Dell’odio dell’innocenza” il nuovo Lp di Paolo Benvegnù. Molti se lo ricordano come capofila degli Scisma, ma quello che ha fatto negli anni successivi da solista è stata davvero tanta roba. Come mi sento giovane a dire queste cose. Appena qualche settimana prima l’ho incontrato a Milano, l’intervista l’ho messa subito sul canale Youtube, ma ho aspettato che passasse tutto per l’artitcolo. Così mi sono ascoltato bene il disco.

Foto di Antonio Viscido

Foto di Antonio Viscido

Long Play

Questo termine desueto, Long Play, è quando di più adatto ci sia a questo “Dell’odio dell’innocenza”. Non è insieme di singoli, spesso senza capo ne coda, che completano tanti lavori che arrivano ad una pubblicazione. Sono undici canzoni omogenee, è un discorso che inizia dalla prima e finisce nell’ultima. Paolo canta poesia, senza mai essere banale. Non è schiavo della rima, costruisce immagini chiare. Soprattutto canta come se parlasse solo a te, guardandoti negli occhi. Così come si racconta in questa intervista: avercene, di artisti che non solo hanno qualcosa da dire ma lo sanno fare con cultura e profondità

Paolo Benvegnù foto di @therealviz

Pietre e le altre

Il singolo che è stato scelto è anche il pezzo più forte, ed immediato e si chiama “Pietre”. Questa, comunque, è la tracklist: “La Nostra vita innocente”, “Pietre”, “Infinito1”, “Nelle Stelle”, “Infinito3”, “La Soluzione”, “Altra ipotesi sul Vuoto”, “Animali di Superficie”, “Infinito2”, “Non Torniamo Più”, “InfinitoAlessandroFiori”.

Fabio Ricci con Paolo Benvegnù

Fabio Ricci con Paolo Benvegnù, difficilmente mi espongo ma Paolo metita

Biografia

Paolo Benvegnù è un chitarrista e cantautore italiano. Anche Mina, ha reinterpretato una sua canzone “Io e Te”; i suoi brani sono stati cantati anche da Irene Grandi (È solo un sogno), Giusy Ferreri, Marina Rei (Il mare verticale). Paolo Benvegnù è stato il chitarrista-cantante fondatore degli Scisma, imprescindibile gruppo alternative-rock italiano ormai sciolto, con cui ha registrato, prodotto e composto tre dischi su etichetta Parlophone-EMI. Dopo lo scioglimento, Paolo Benvegnù inizia nuove collaborazioni e diventa uno dei quattro cantanti del Presepe Vivente (cantante), spettacolo di e con David Riondino e Stefano Bollani. Instaurato un forte legame con la scena artistica di Firenze, Benvegnù costruisce un proprio studio di registrazione a Prato e, parallelamente alla nuova carriera solista, inizia quella di produttore artistico con tantissimi album lavorati, tra i quali Perturbazione, Terje Nordgarden e Brychan.

Info

Fb: https://www.facebook.com/paolobenvegnu/

Ig: https://www.instagram.com/paolo_benvegnu/?hl=it

 

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Muss es sein Es muss sein

Muss es sein Es muss sein

Uno degli scopi di questo blog è produrre valore. Non solo le #intervistesuldivano e #storiedisalaprove, ma anche supportare la qualità nel mondo dell’arte. Posseggo un cd, che ho fatto io da un vinile, di Leo Ferrè che in Italia non è più disponibile. Si intitolava “La musica mi prende come l’amore” e fu pubblicato nel 1977

Leo Ferrè

Gli studi Regson

Il lavoro fu registrato, presso gli studi Regson di Milano, da Paolo Bocchi e i testi furono tradotti ed adattati da Guido Armellini. Ho dedicato questo video con la versione originale italiana di “Muss es sein Es muss sein” seguita dal “Coriolano” di Ludwig Van Beethoven perché unite dal tema dell’immortale arte musicale. Leo nella canzone dialoga con il compositore tedesco, chiedendosi dove sarebbe finita la Musica. Se fosse cosa da annoiati intellettuali o di profonda radice popolare, il francese la vuole nelle strade. Anzi si augura anche una Beethoven Strasse.

Paolo Bocchi

Paolo Bocchi

Il mio ricordo

Quando Paolo Bocchi, a metà degli anni novanta, rispolverò il master ero con lui nella sala del mixer della Regson. Mise il nastro mi guardò e mi disse si sedermi ed ascoltare, alzò il volume di molto e restò in piedi davanti alla sua postazione. Restai subito colpito da Ferrè che non avevo mai ascoltato, queste cose erano di quando io avevo 10 anni e il poeta francese era già mancato da diversi anni. Emozionato da quella musica, quella poesia quell’urgenza poetico/narrativa, che compresi molti anni dopo grazie al Teatro degli Incontri di Milano, mi avvicinai al banco della regia e a Paolo. In quel momento mi accorsi che stava piangendo, emozionato da quell’immensità e dal ricordo dell’amico artista.

Gli Studi Regson di Milano

Il cd

In quell’occasione mi presto il vinile originale, che aveva a casa e mi portò nei giorni successivi. Ne trassi un cd, in epoca in cui avere un masterizzatore a casa era una cosa da extra nerd. In questo periodo di Corona Virus ho approfittato per mettere ordine tra i miei cd, a dire il vero ho anche rispolverato l’hifi (non il wifi cari… parlo proprio dello Stereo ad alta fedeltà), ed è ricomparso misticamente questo dischetto che pensavo di avere perso. L’ho subito trasformato in mp3, che non si sa mai e salvato in 3 diversi hard disk esterni, precauzioni.

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Gli studi Regson oggi (Officine Meccaniche di Mauro Pagani)

Il video

Il video, che contiene Muss es sein Es muss sein e Coriolano, è molto semplice. In un temporale di questa primavera chiusi in casa, ho messo la telecamera in cortile a riprendere la pioggia che scendeva. Mi è sembrato subito adatto ad accompagnare questa poesia di Leo Ferrè. Ho ancora le altre canzoni del disco da “salvare” donandole alla rete, sto pensando in quale modo e formato sia più opportuno. Questo sperando che gli eredi decidano, invece, di recuperare loro questo materiale (nel caso so dov’è il master, contattatemi che vi passo il contatto), a quel punto non sarà necessario che lo faccia io.

 

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Il pentagramma dell’anima di Stefania Bonomi

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Il pentagramma dell’anima di Stefania Bonomi

Per nove giorni, in rete, si terra il festival dedicato al benessere fisico e psicologicoFai un salto nel web con l’olismo domestico”, organizzato dal Centro Olistico Salto Quantico. Si parte oggi, 25 aprile 2020 dalle ore 15, continuando fino al 3 Maggio con incontri mirati a migliorare la salute psicofisica.  Si varierà da: lezioni di danza, pilates, yoga, cristallo terapia, musicoterapia, scrittura e tante altre discipline. Insomma un cocktail di interessi vario in discipline che mettono al centro la nostra pace interiore. Sarà un festival del benessere e della pace online, visto che diversamente per ora non si può fare. La scrittrice Stefania Bonomi, sarà presente con zoom, in due appuntamenti. Autrice de “Il pentagramma dell’anima”.

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Stefania Bonomi

Il pentagramma dell’anima

“Il romanzo infatti, non è solo una magica storia d’amore universale ma si base su un’esperienza di pura connessione che l’autrice ha avuto nel momento in cui si è trovata a descrivere il mondo energetico che accoglierà la nostra anima una volta che questa abbandonerà il corpo. Ed allora ecco che si spalancano le porte di un mondo dove l’energia dirige tutte le azioni che andremo a compiere, dove il pensiero è solo rivolto al benessere, dove la luce, il calore, la musica sono i ponti che dovranno essere attraversati per arrivare alla purificazione dell’anima.”

Diretta Zoom

Il dialogo tra l’autrice e il suo pubblico sarà quello di spiegare come è avvenuta la sua canalizzazione con il mondo invisibile, raccontando eventi straordinari accaduti nel corso della stesura del romanzo, per arrivare alla congiunzione tra musica e infinito che possono guarire le ferite emozionali più profonde. Stefania Bonomi incontrerà il pubblico in diretta Zoom in due giornate: Sabato 25 Aprile alle ore 15.00 e Sabato 2 Maggio alle ore 21.00

Info

Costo unico 20 euro per tutti i 9 giorni

https://www.stefaniabonomi.com/

https://www.facebook.com/stefaniabonomiscrittrice/

https://www.instagram.com/stefaniabonomiscrittrice/

https://www.facebook.com/saltoq/ Centro Olistico Salto Quantico

http://www.saltoquantico.it/

E’ possibile accedere agli eventi tramite iscrizione, scrivendo a info@saltoquantico.it

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Rockers in pigiama

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Mi chiama Davide Motta, che ho conosciuto grazie a Giovanni Boscaini e Marco Stanzani di Red & Blue già una sicurezza, per propormi questa sua idea di “Rockers in pigiama”. Siamo tutti a casa, dal vivo non si suona come possiamo incoraggiare tutti a non mollare? Oltre alla domanda mi ha presentato la risposta, visto che lui si occupa di booking di artisti. Per sostenere lo spirito dei musicisti e dei locali che saranno quello a guidare la ripresa. Quello che Davide nel mondo della musica fa la cosa più difficile: trovare date per suonare. Dove sia il locale che l’artista abbiano reciproca soddisfazione. A vendere Vasco Rossi sono capaci tutti, lavorare con artisti che non hanno fama o budget a tanti zero meno.

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Rockers in piagiama

Si tratta di un contest dedicato ai live da casa, con sfondo benefico perché non costa nulla. O meglio si richiede una donazione, ad un ospedale che sta più lottando contro l’emergenza #covid2019 o che è più caro. Magari vicino casa. Ovviamente l’entità della donazione è riservata, ci si fida. Poi le band o si musicisti fanno un live su Facebook di 4 pezzi (originali o cover) raccontandosi come un’artista deve fare per prima cosa: suonando. Poi noi (ci sono anche io) che componiamo la giuria guardiamo le esibizioni e diamo dei voti, che sommati a dei bonus (pigiama, like e condivisioni) formeranno una classifica. I video oltre ai nostri canali finiranno sulle pagine di 13 locali, che fanno musica live, selezionati in tutta Italia.

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Cosa si vince

Diciamo che non è così importante, cosa si vinca intendo, ma un premio c’è e sarà la possibilità di aprire concerti importanti di artisti di valore. Ottenere visibilità con i responsabili delle programmazioni dei locali e tante persone che guardano e interagiscono con i video. La versione audio degli stessi sarà messa in onda su Radio Atlanta Milano. Nel frattempo non è detto che non emergano altri premi, sicuramente il sostegno (ma in generale a chi partecipa) di questo blog e di tutti i suoi canali. Così come ci saranno i canali di Vision TV.

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I locali

Come prima cosa un grande grande grazie a loro per la disponibilità dei loro social. Come seconda se non li conoscete andateli a cercare finita la crisi, la musica ha bisogno di cuori che galoppino in quattro quarti, più che i nostri divani.

Lnd La Nuova Direzione
Il borgo
Midnight Sala Prove & Music Club
Vincent pub
Orwell – public house
La Taverna Della Musica
PiroKa
Circus Mad Hops
Shamrock Irish Pub Barga
FAbemolle
Scumm
450 Caffè/Osteria/Pub
Teatro Arciliuto

Info

https://www.facebook.com/ANTHILLItalia/

 

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Belita torna, dal Brasile, con Jefa

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Belita torna, dal Brasile, con Jefa

Torna con nuovo singolo, dal titolo Jefa, la cantante performer Belita. Ma torna anche dopo alcuni mesi passati in Brasile, tra promozioni, interviste e l’esibizione su un carro del famoso carnevale, sfruttando il suo essere madrelingua che l’aiuta sicuro. L’altra metà è invece ancorata tra Pordenone, dove è nata e dove sono le origini del padre, e Milano dove vive. Ha un progetto con il talentuoso stilista Luca Malaguti che le cura gli abiti.

Talento

Il talento è notevole, canta e balla molto bene, ma soprattutto è di una rara simpatia. L’ho già incontrata per #leintervistesuldivano e metto qui sotto il video. Nel frattempo è stata anche una delle protagoniste dello speciale di Rai 1 curato da Cinzia Fiorato dedicato agli artisti di seconda generazione. Appena tornata, eccole un paio di domande per conoscere come ha lavorato alla sua promozione in Brasile.

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Un San Valentino diverso in Brasile?

“Direi, il 14 Febbraio, sono stata invitata a partecipare alla diretta del programma “Universo“, condotto da Alex Lopes, della Tv Aratu (SBT), a Salvador Bahia. In quell’occasione ho cantato quattro tra i miei singoli, raccontato del mio lavoro e, siccome tutti i brasiliani adorano gli italiani, mi hanno fatto anche parlare in italiano. È stata un’esperienza indescrivibile, perché non è una cosa da tutti i giorni cantare in diretta televisiva per milioni di telespettatori, quindi ero spaventata, ma allo stesso tempo sicura e serena.”

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Non bastava la televisione…

“Infatti, sono stata intervistata dal famoso Josenel Barreto di Radio Excelsior FM, con la partecipazione speciale della cantante brasiliana Sarajane. Abbiamo parlato del mio album “Agora Ou Nunca” chiedendomi i dettagli del processo creativo e della mia scelta di cantare in spagnolo, nonostante sia italo-brasiliana. Inoltre abbiamo fatto un bilancio della mia carriera nel 2019 e della mia aspettativa sul lancio del mio nuovo singolo “Jefa“.”

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Ma poi si può non cantare al carnevale?

“Vero? Grazie al cantante TH, ho avuto l’opportunità di partecipare al carnevale di Salvador, nel quale ho cantato in portoghese, di fronte a milioni di persone. Inizialmente credevo che sarei stata nervosa di dover cantare per un pubblico così grande, però mi sono immediatamente sentita a mio agio con il cantante e con il pubblico di brasiliani e non solo. È stata una grande soddisfazione poter fare questa esperienza che mi porterò nel cuore tutta la vita.”

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Per fortuna che stavi per tornare in Italia,,,

“Durante il carnevale 2020 di Salvador, ho potuto inoltre partecipare a due interviste: la prima per AratuOn, condotta da Maiane Nogueira e Murilo Vilas Boas, nella quale abbiamo fatto una lunga chiacchierata sulla mia esibizione al concerto di TH, sulle differenze e analogie tra Italia e Brasile e cantare a cappella il mio nuovo singolo “Jefa”. Nella seconda intervista, per il programma SBT Folia, condotto da Alex Lopes e Lise Oliveria, oltre a domande sulla mia carriera, mi è stato chiesto cosa ne pensassi del carnevale brasiliano e quale, secondo me, sarebbe stata la canzone vincitrice del carnevale 2020.”

Biografia

Belita (Isabella Dall’Agnese) è nata a Pordenone da padre italiano e madre brasiliana. Dopo i favorevoli risultati raggiunti dall’ultimo album “AGORA OU NUNCA” e da “Comando”, il singolo che lo ha anticipato e che gli ha permesso di partecipare allo Speciale di RAI 1 presentato da Cinzia Fiorato (andato in onda lo scorso 11 gennaio), arriva in radio il 28 febbraio il singolo che anticipa il nuovo progetto discografico in uscita nell’autunno 2020.

Jefa

“Jefa” racconta la storia di una donna padrona di se stessa, sensuale, potente, indipendente e allegra. Il brano è caratterizzato da un ritmo forte e coinvolgente, da toni accattivanti e da una carica di quell’energia che si sprigiona quando si balla, godendosi la vita appieno ed approfittando di ogni suo attimo.

Info

www.belitaofficial.it

www.instagram.com/therealbelita/

www.facebook.com/therealbelita/

https://www.youtube.com/channel/UCfOFRYR5fR8XAPfkUzG4wjA

 

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La Parigi del Gecko23

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La Parigi del Gecko23

Questo mese il colore del Gecko23, in via Brembo 23 a Milano, sarà quello della “Paris night”. Musica e buffet dell’happy hour tematico, sarà appunto ispirato dalla capitale francese. Il cibo, a cura dello chef Salvatore, sarà condito dalla voce di Dèsirèe Niero accompagnata dalle chitarre di Dario Napoli e Iacopo Delfini. L’apertura sarà alle 18.30 e la musica alle 19 per un costo totale di 12 euro. Prezzo al quale in molti posti giusto si mangia. Il Gecko23 è molto grande e ha spazio da vendere, ma prenotando il tavolo è possibile averlo vicino a chi suona o più lontano a secondo dei gusti. Il prossimo mese ci si sposta nel sud degli Usa, ma intanto Parigi.

Niero e chitarre

Un tuffo nelle melodie ispirate dal jazz gitano degli anni ’30 – ’40 noto come “manouche”, genere creato dal geniale chitarrista Django Reinhardt in grado di coniugare lo swing americano e l’antica tradizione musicale zingara del ceppo manouche, con l’influenza del valse musette francese. Questa l’esperienza musicale proposta dal trio di Désirée Niero con un repertorio che evidenzia le contaminazioni artistiche tra musica gitana e americana, classici dello stesso Django e di chansonnier quali Charles Trenet e Charles Aznavour, accanto ad autori americani swing in attività nello stesso periodo. Se vi sono piaciute musiche di film come “Chocolat”, la Paris Night è quello che fa per voi! E, a proposito di film, una curiosità: alla figura leggendaria di Django il regista Woody Allen, grande appassionato di jazz, dedicò il film “Accordi e Disaccordi” (1999) con Sean Penn.

Info

Gecko23, via Brembo 23 – Milano – 02 3657 4530 – info@gecko23.it

www.facebook.com/gecko23.milano/

www.pjmusic.org/

www.facebook.com/PJamMusic/

www.instagram.com/projam.music/

 

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