I Poor Works con “All In” alle #intervistemilanesi

I Poor Works con “All In” alle #intervistemilanesi

Band trentina, questi Poor Works, che fa un pop davvero piacevole. Nel senso che si ascolta volentieri perché è suonato davvero, cosa che farebbe un po’ ridere se non fosse che ormai nella stra grande maggioranza delle produzione non suona davvero più nessuno. Presentano “All in” e ci buttano dentro l’energia dei loro dieci anni insieme. La storia di questi ragazzi che sono diventati una band, oggi che ormai sembra fuori moda. Sono venuti a Milano e sul mio divano tutti non ci stavano, così abbiamo optato per una location più adatta. Qui sopra la loro intervista, il disco è stato anticipato dal singolo “Spengono le luci”, accompagnato da un videoclip diretto dal videomaker trentino Joe Barba. Come vedrete, oltre che molto interessanti, sono anche dei ragazzi davvero simpatici. Cosa che non guasta mai!

Biografia

I Poor Works sono: Nicola Toniolli (voce), Patrick Calovi (tastiere e seconde voci), Daniel Calovi (chitarra e seconde voci), Daniel Nardon (chitarra e seconde voci), Mauro Tomedi (basso) e Christian Nicolini (batteria e seconde voci). Il progetto nasce nel 2008 come “british cover band”, proponendo un repertorio che spazia dai Beatles ai Coldplay, dai Rolling Stones ai Queen, dagli Who agli Oasis. Dopo i primi anni saturi di concerti, il 5 maggio 2013 pubblicano “Colours of us”, il loro primo disco di inediti, anticipato dal singolo “Sunday”.  L’album si compone di 10 brani inediti in inglese più una cover riarrangiata e identifica per la prima volta il sound della band. Pubblicati altri due singoli, “3 Minutes” e “Morning Light”, entrambi andati in rotazione sulle principali radio locali, sorge il bisogno di evolversi ulteriormente e il frutto di questa importante evoluzione è “Autoscatto”, un riarrangiamento in lingua italiana di “3 Minutes”. Con una costante e notevole attività live e forti di questa nuova via intrapresa, iniziano a lavorare  con Valerio De Paola, musicista e arrangiatore professionista, con il quale plasmano il loro nuovo singolo “In volo”, pubblicato il 20 luglio 2015 e che vale la vittoria alle selezioni regionali di Arezzo Wave. Nel 2016 esce su Facebook “Strade”, prima pietra di un percorso che sembra aver trovato finalmente conclusione con “All In”, il nuovo album della band disponibile dal 23 marzo 2019. Il disco è anticipato dal singolo “Spengono le luci”.

Info

www.poorworks.com

www.facebook.com/poorworks

www.instagram.com/poorworks
www.youtube.com/poorworks

Area Sanremo aperte le iscrizioni

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Area Sanremo aperte le iscrizioni

Si è aperta tardissimo e sarà possibile farlo fino al 21 ottobre 2019, la finestra per iscriversi al prosismo “Area Sanremo” che da diritto, ai primi due, di avere accesso al Festival di Sanremo 2020 per la categoria “Nuove proposte”. La commissione, presieduta da Vittorio De Scalzi, sarà formata da: Teresa De Sio, Petra Magoni, Andy Bluvertigo e Gianni Testa. Il direttore artistico sarà il collega Massimo Cotto, che per me è una garanzia totale. A Sanremo, 18/20 e 25/27 ottobre, ci sarà la prima fase di corsi (affidati al CPM) e audizioni eliminatorie. L’8 al 10 novembre, si terrà la finale che decreterà gli 8 vincitori. Sotto i punti del bando che trovate anche sul loro sito a questo indirizzo. Il festival sarà esclusivamente a Sanremo e l’iscrizione è gratuita, cosa aspettate?

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Considerazioni

Come ho detto anche ieri c’è da considerare anche l’altro mondo, quello che muove gente, riempie i concerti e monetizza, grazie a Youtube, notevoli cifre. Il mondo dei giovani veri, che non vanno ai festival, non passano in radio, vengono snobbati dalla stampa (finché non gli passano sopra con forza) e ignorati dalla televisione. Rap e Trap insomma tutto quello che ha una sua vita propria. Ci sono artisti dei quali non abbiamo mai sentito parlare che hanno un successo e un ritorno economico importante. Semplicemente parlano il linguaggio che noi, anziani, non possiamo capire. Arrivano alla pancia (magari andatevi ascoltare cosa ci siamo detti con Sfera l’anno scorso) di chi si identifica, chi si sente raccontare. La qualità è bassa? Sono il primo a dirlo, se ci fossero artisti affermati con un po’ più di spessore (Mondo Marcio per esempio ce l’ha) e di cultura magari avremmo testi con più valore. Le rime banali e semplificate non portano certo a muovere i loro fans, ma certo si identificano. Non è combattendo questa cosa con il disprezzo che si vince la battaglia della Musica. Il rocn’n’roll, ma anche il punk e via discorrendo non erano capiti dai genitori. Certo c’era un sottotraccia di movimento e cultura che ora non esiste, questo è se mai il problema. Detto questo spero che la commissione apra oltre alla, importante ma non determinante, perfetta intonazione. Perché di cantanti con la perfetta intonazione non ce ne sono mai stati molti nelle classifiche, qualcosa vorrà dire!

Prerequisiti per partecipare

  • Età compresa tra i 15 anni già compiuti e i 36 anni non ancora compiuti alla data del 31 gennaio 2020
  • Non aver mai partecipato a precedenti edizioni del Festival della Canzone Italiana
  • E’ indispensabile proporre un proprio brano inedito già a partire dalla prima selezione eliminatoria
  • Il brano dovrà essere depositato, obbligatoriamente, presso una qualsiasi società di collecting conforme alla normativa vigente.

Info

https://www.area-sanremo.it/2019/

Eugenio in Via di Gioia e “Natura Viva”

Eugenio in Via di Gioia e “Natura Viva”

Presentato a Milano, all’Ostello Bello, il nuovo lavoro degli Eugenio in Via di Gioia. “Natura Viva” è il titolo di questo lavoro che vede la band di Torino in grande spolvero. Ci si lamenta sempre che ci sia omologazione che tutti fanno le stesse cose, ecco gli EVG sono l’esatto contrario. Originali nel loro modo di porsi e di scrivere, ma soprattutto hanno qualcosa da dire. Poi dategli in mano qualsiasi cosa e la trasformano in musica (epica melofonia che vedete applicata nel video sopra), talenti veri. Brava Virgin Records (Universal Music Italia) per avere creduto in questi ragazzi, non si vive di solo mainstream, anzi trovo necessario che la major abbiamo una percentuale di produzione “artistica/culturale” da rispettare. Per loro suonare in strada, un localino o un teatro fa poca differenze. Ma penso decisamente che meritino teatri e spazi a loro adatti, gli auguri gli stati ma penso che ne sarebbero penalizzati per come si esibiscono. Ah ho capito da dove arriva il loro nome, leggendo la line up non era così difficile: Eugenio Cesaro, Emanuele Via, Paolo di Gioia e Lorenzo Federici (l’ultimo è arrivato a nome già acquisito).

Tour

29 marzo Auditorium Flog Firenze

30 marzo Urban Perugia

4 aprile Santeria Social Club Milano SOLD OUT

5 aprile Monk Roma SOLD OUT

6 aprile Locomotiv Club Bologna SOLD OUT

7 aprile Locomotiv Club Bologna SOLD OUT

12 aprile Hall Padova

24 aprile Latteria Molloy Brescia SOLD OUT

26 aprile Pin Up Mosciano (TE)

27 aprile Casa Delle Arti Conversano (Bari)

12 luglio Sonic Park Bologna – Indimenticabile Festival

Info

www.instagram.com/eugenioinviadigioia/

www.facebook.com/EugenioInViaDiGioia/

www.youtube.com/user/EugenioInViaDiVEVO

www.vertigo.co.it (per le date)

Bonaveri presenta “Reloaded” al Teatro Leonardo

Bonaveri presenta “Reloaded” al Teatro Leonardo

Lo scorso mercoledì 21 Febbraio 2018, presso il Teatro Leonardo di Milano, Bonaveri ha presentato con un concerto il suo ultimo disco. Si chiama “Reloaded” (Fonoprint) ed è una parziale raccolta delle canzoni più significative di questi anni più qualche inedito.

La band

La band è stata parte importante, preziosi nelle scelte artistiche di Germano per altro, dello spettacolo che ha al suo centro l’artista emiliano. Ma si pregia di questi giovani e dotati musicisti, che spiccano per l’estremo senso della misura. Ma la voglia di strafare reggono tutto il canovaccio della canzoni in maniera pressoché perfetta. Si tratta di: Stefano Gentilini (tastiere), Pietro Posani (chitarra), Luca De Risio (basso, Gabriele Palazzi (batteria e percussioni), ed Elena Champion (voce e fisarmonica). Il merito di Bonaveri è di avere costruito questo gruppo davvero di alto livello.

Lo spettacolo

Non è solo canzone, ci sono dei monologhi di Monica Faggiani e un lavoro accurato di luci a cura di Davide Tagliaferri. Tutto sotto l’attenta ragia di Daniele Sala. La voglia di teatro canzone mi ha ricordato un po’ lo stile di Gaber, che era più verso l’ironico/comico mentre qui si strizza l’occhio alla poesia. Devo dire che anche in questo caso il senso della misura è nettamente in primo piano.

L’intervista

Nel video qui sopra l’intervista, vi consiglio di ascoltarla perché i temi trattati sono davvero interessanti. Quando si incontrano uomini con una profondità umana si può parlare ad alti livelli di Musica, Arte e Società. Senza l’assillo dell’auto promozione che hanno tanti. Avevo un’altro impegno che mi aspettava ma dopo l’intervista, finita praticamente un minuto dall’inizio del live, mi sono seduto pensando “dai un pezzo e vado” e mi sono visto tutto il concerto.

Info

www.bonaveri.it

www.facebook.com/bonaveriofficialpage

intervista di www.fabioricci.it

I Pooh annunciano l’addio con un 2016 di festeggiamenti

Ieri a Milano è stato presentato l’evento finale, ma in pratica sarà un anno di festeggiamenti, della carriera dei Pooh. La storica band italiana, per l’occasione al completo compreso Riccardo Fogli, sarà sul palco per due concerti d’addio a Milano e Roma nel giugno 2015. Ieri conferenza stampa, che vedete qui sopra nel video, con tutti e cinque i musicisti. Giornata che si è aperta con il saluto e la commozione di Roby Facchinetti, ricordando l’amico e fondatore del gruppo, Valerio Negrini primo loro batterista e da sempre autore di quasi tutti i testi. Nella loro carriera hanno suonato un po’ di tutto partendo del beats degli inizi per arrivare al prog di metà carriera, dal pop al rock che alla fine è la loro ultima collocazione (da sentire la versione 2015 di “Pensiero” a 5 voci e chitarre agressive). Grandi musicisti e grandi pignoli, per i “25 anni della nostra storia” ricordo un soundcheck di oltre un’ora per provare ogni singolo suono, ma anche grandi innovatori con i loro spettacoli live conditi di fumo e laser prima di tutti quanti. Dopo 50 anni pensare che Roby Facchinetti, Red Canzian, Dodi Battagli, Stefano d’Orazio non saranno più i Pooh fa un po’ strano. Sarei nato due anni dopo e già suonavano su e giù per l’Italia, insomma ci sono sempre stati ma tantissime loro canzoni ci saranno comunque anche dopo il loro scioglimento, perché tante davvero belle, la maggior parte meno note, ce le hanno regalate da amici per sempre.