Paola Caronni ci porta in tour per Milano #leintervistesuldivano #intervistemilanei

Paola Caronni ci porta in tour per Milano

Si chiama “Milano in Tour” ed è l’attività che Paola Caronni che creato per raccontare la città in modo meno banale. Basta con guide che imparano a memoria testi presi da wikipedia, ma avanti a chi sa anche affabulare e creare meraviglia in chi viene accompagnato i tour. Milano, dopo l’expo 2015, ha avuto un’impennata nelle visite davvero esponenziale. Si è riscoperta bella e non solo meta del turismo da shopping. Così come si sono iniziati a valorizzare scorci e storie poco note, con grande sorpresa di tutti. Ah il prossimo che fa tre giri sul tallone (santa polenta che idiozia) sul Toro e dice che è un’usanza “milanese” lo vado a prendere per le orecchie a casa. I milanesi “pestavano” le palle al Toro con molta molto nonchalance.

Paola Milano In Tour.jpg

Paola Caronni Milano in tour

#leintervistesuldivano

Paola si è accomodata sul mio divano raccontandomi di questa sua impresa. Come nei film si toglie gli occhiali fulminandoti con uno sguardo molto acuto e si scioglie i capelli facendoti restare li, come le statue che racconta. Per fare il suo lavoro la presenza non è obbligatoria, ma certo non è contro pruducente, anzi. Ma la dote, oltre la competenza ovvio, che chi accompagna i turisti deve avere è senza dubbio una bella umanità. Un bel carattere, unito alla competenza fa la differenza. Quando vedo certe visite guidate modello mandria non è che siano così piacevoli per i miei gusti, manca solo che li frustino. Andate a curiosare sul sito o sui social, sotto indicati come sempre, per avere idea delle tante belle cose che si fanno a Milano con Paola.

Paola Caronni e Milano in Tour

TREZZO2.jpg

«Come dico spesso, Milano non è una città dalla bellezza ostentata, ma dalle mille meraviglie nascoste» – spiega Paola Caronni – «Numerosi sono infatti gli angoli della città, sconosciuti ai più o spesso sottovalutati, che nascondono storie di passioni, tradimenti, vendette, imprese pionieristiche o artistiche. Mi sono buttata nell’avventura emozionante di Milano In Tour proprio per ridare Milano ai milanesi. Far riscoprire la città è infatti la mia mission: attraverso tour pieni di curiosità ed aneddoti, riporto alla vita la Milano del passato, nascosta sotto le spoglie della quotidianità e della routine lavorativa, e regalo angoli della Milano futura che verrà. Una sfida quotidiana che si nutre della bellezza di questa città e delle mille curiosità che racconto, anche attraverso i social, ai miei “esploratori urbani”, infaticabili avventurieri di questo nuovo rinascimento che sta vivendo Milano!».

Info

www.milanointour.it

www.facebook.com/MilanoInTour/

www.instagram.com/milano_in_tour/

Viva la Frida al cinema

Viva la Frida al cinema

Si intitola “Frida, viva la vida” ed è il documentario dedicato alla pittrice messicana  Frida Kahlo e presentato al 37° Torino Film Festival – Sezione Festa Mobile e nelle sale italiane solo il 25, 26 e 27 novembre 2019. Quindi da stasera per tre giorni, portato da Nexo Digital che i frequentatori di questa pagina conoscono bene. Il film è girato molto bene e ha immagini davvero spettacolari che riportano il colore della sua terra, il Messico. Tra le voci anche quelle di Asia Argento (sotto un link dove lo racconta), Per la parte pittorica trovate qui sotto un percorso sull’arte e la vita a cura di Francesca Carnevale Pellino.

Frida_VivaLaVida_POSTER_100x140.jpg

Viva la Vida

di Francesca Carnevale Pellino

Il docufilm su Frida Kahlo ci porta attraverso la sua biografia, in un collage di immagini, musiche, liriche, pensieri e colori – la costante – a toccare con mano le sfaccettature della vita – disgraziata e di sofferenza della pittrice, idolo indiscusso di un Messico popolare e profondamente radicato, che si riflette nei colori e nella cultura nell’opera di tutta la sua breve vita.

Frida Kahlo, 1932, fotografia di Guillermo Kahlo (Alamy Archives).jpeg

Nata a Coyocacan nel 1907 (ma amava dire di essere nata nel 1910, anno in cui iniziò rivoluzione messicana), nella “Casa Azul” color cobalto che diventerà il museo più visitato del Messico, dove nasce e morirà, da piccola ebbe come noto una malformazione da spina bifida (per qualcuno, la polio), per poi rimanere vittima martoriata nel bacino, nella colonna vertebrale e a un piede nel terribile incidente dei suoi 18 anni.

Il film in 6 capitoli, narrato da una Asia Argento in grazia, mostra filmati e documenti dell’epoca, arricchiti da preziose interviste, una tra tutte quella alla fotografa messicana Graciela Iturbide che ebbe l’opportunità di fotografare il Bagno di Frida, aperto dopo anni dalla sua morte (per approfondire: da questa esperienza, il volume “El baño de Frida” di Graciela Iturbide – Punctum Edizione Italiana a cura di Marco Delogu).

Bernard Silberstein (1905–1999), United States, Diego Rivera Watching Frida Kahlo Paint a Self Portrait, circa 1940, gelatin silver print, Cincinnati Art Museum� Gift of the Artist, 1986.570, © Edward B. Silberstein.jpeg

La pittura

Frida cominciò a dipingere nel periodo di immobilità e convalescenza dopo l’incidente, grazie a uno speciale cavalletto creato dai genitori. Nella produzione di Frida Kahlo, di 143 dipinti, 55 sono autoritratti: lei stessa disse “Pinto autorretratos porque estoy mucho tiempo sola. Me pinto a mí misma, porque soy a quien mejor conozco”. Non si può staccare, ovviamente, l’opera di Frida dalla sua biografia, dalla sua sofferenza, dai suoi amori infelici, dal rapporto ambivalente e tormentato con il muralista Diego Rivera, sorprendentemente amatore libertino e attivista comunista di 21 anni più vecchio. Anche Frida si è iscritta al partito nel 1928 ed è diventata una convinta attivista.

Il viaggio di Viva la Vida tocca diverse opere fondanti dell’arte di Frida

La pittrice ritrae se stessa e il marito nel 1931 nell’autoritratto Frida e Diego Rivera, dedicato a Albert Bender che li aveva fatti entrare negli Stati Uniti nonostante il chiaro orientamento comunista di Rivera: Frida è piuttosto acerba rispetto allo stile che conosciamo, ma ironica, con i tratti già definiti per quanto influenzati dallo stile naïf di pittori dell’epoca come Jose Maria Estrada, che certamente influenzò anche lo stesso Rivera.

Nell’autoritratto di coppia, Frida moglie adorante del colossale marito, Frida mani e piedi piccoli legata al suo Maestro, colui di cui ha detto nel quindicesimo anniversario di matrimonio “Perché lo chiamo il mio Diego? Non è mai stato e non sarà mai mio. Diego appartiene a se stesso”.

Henry Ford hospital

Henry Ford hospital è del 1932, è un dipinto intimo, che segue uno dei tre aborti che il corpo martoriato e non adatto alla gravidanza di Frida deve subire: Frida dipinge un corpo quasi spezzato, sullo sfondo la Skyline di Detroit, sei oggetti collegati da fili rossi tra cui il feto maschio abortito, l’orchidea, il bacino rotto nell’incidente del 18 anni, la lumaca (probabilmente simbolo della lentezza dell’operazione, ma anche del concepimento nella cultura india). Il primo dipinto su foglio di metallo, incoraggiata da Rivera a dipingere i momenti importanti della sua vita. Sempre del 1932, infatti, è My Birth, in cui Frida dipinge la propria nascita nel ricordo della morte della madre.

La mia balia ed io

La mia balia ed io è del 1937. Costante della pittura di Frida resta l’iconografia dell’arte popolare messicana. In questo dipinto l’autrice rappresenta la balia che l’aveva allattata (poiché che la sorella Cristina era nata soltanto undici mesi dopo di lei) coperta da una maschera funeraria precolombiana. La bimba e la donna sono distanti, evidentemente non si amano, non c’è contatto affettivo tra le due. La balia sembra roccia, Frida è un’adulta con corpo da bimba, il seno un intrico quasi arboreo, la vegetazione lussureggia intorno.

Diego e ancora Diego

Altra costante della vita di Frida è la relazione con Diego, fatta di alti e bassi forti, di tradimenti reciproci, di una casa fatta di due costruzioni nella quale vivono e lavorano separati.

Frida è a sua volta fluida, impegnata in diverse relazioni, che incrociano talora le amicizie talora l’impegno politico della famiglia Rivera. In particolare, frequenta Nickolas Muray, fotografo ungherese, che più volte la ritrae nell’ambito della loro lunga e altalenante relazione (1931-1941), restando amici fino alla morte di lei, e oltre ad Andre Breton e Trockij – ospiti, amici di Diego, amanti di Frida – anche Tina Modotti (Udine 1896-Messico 1942), con la quale amicizia e politica si incroceranno fino alla rottura.

Le due Frida.jpg

Sdoppiamento

Le due Frida è del 1939 – subito dopo il divorzio da Rivera – del quale ha scoperto la relazione con la propria sorella Cristina – che dopo solo un anno da separati poi risposerà.

Frida, che mostra una propria netta strada artistica, rivela una doppia identità: la Frida europea in bianco, l’abito moderno, la Frida americana nel tradizionale costume Tehuana, collegate dal “filo” di Diego che unisce i suoi due cuori: Frida non è felice, subisce i tradimenti del marito che si affiancano al dolore fisico che la tormenta per tutta la vita, soffre per la fine della relazione. Con le forbici recide il filo rosso che parte da Diego – ritratto nel piccolo medaglione – e collega i due cuori – perfettamente rappresentati dal punto di vista anatomico – e le sue due personalità. Il cielo oscuro e tempestoso riflette ancora più il suo tormento.

Autoritratto con collana di spine e colibrì

Anche Autoritratto con collana di spine e colibrì del 1940 vede Frida frontale, magnetica, solenne, in parallelo con Cristo con una collana invece di una corona di spine, martire del dolore e della sofferenza del cuore, il colibrì morto a simboleggiare del divorzio – ma che ricalca anche nella linea le iconiche sopracciglia di Frida – gatto nero e scimmia ragno – simboli di sfortuna e demonio.

La colonna spezzata.JPG

La colonna rotta

Ne La colonna rotta (1944) ci presenta tutta la sua sofferenza fisica, l’angoscia, l’orrore del dolore, i chiodi sul viso e su tutto il corpo, lo squarcio sul torso. Sullo sfondo la terra a sua volta squarciata. La colonna dorica rotta al posto della spina dorsale. Frida bella e forte nel suo corsetto, ma piange e sembra sfidare chi la guarda ad affrontare il suo stato. I colori sono netti.

Il cervo ferito

Il cervo ferito, o il cerbiatto del 1946. Nove frecce, stavolta il dolore fisico della nuova operazione. Sullo sfondo la foresta di alberi morti e fronde strappate, la paura, la disperazione. Il cielo e il mare forse chiari di speranza, cui il povero cervo tormentato dalle frecce e sanguinante con il volto di Frida e le imponenti corna non arriverà. Subito dopo l’operazione alla colonna, Frida torna da NewYork in Messico, ma è sofferente e depressa mentre sperava in una risoluzione.

Sotto le zampe, accanto al suo nome, Frida scrive “Carma”: il suo destino.

FRAME RELINKED 4K_Selezione018.jpg

Viva la Vida

Il film prende il titolo da Viva la Vida, del 1954, dipinto 8 giorni prima di morire. Frida, ormai distrutta e con una gamba amputata, scrive la frase che da il titolo al quadro e riesce a colorare del rosso sangue delle angurie gli ultimi momenti di una vita di sofferenze e speranza, della capacità di trasformare il dolore in arte: un vero tributo alla vita.

Info

online exibition https://artsandculture.google.com/exhibit/frida-kahlo-¡viva-la-vida/BwJSiccgMhf8LA

Intervista ad Asia Argento: https://we.tl/t-z3r3GusRn0

Asia Argento.jpg

“Storia e Religioni dell’India” a Pavia

“Storia e Religioni dell’India” a Pavia

A partire da Domenica 10 novembre 2019 (dalle 14:30 alle 18:30) presso il Dojo Maharishi Sathyananda a Via Busca al 55A Mezzanino in provincia di Pavia si terrà il 1° Seminario teorico di “Storia e Religioni dell’India“. Condotto da Enrico Baccarini, che vedete sopra in una nostra intervista e sotto in uno dei tanti interessanti convegni sulle civiltà dell’Indo, porterà gli iscritti a conoscere di più questa affascinante cultura. Alla fine dei 3 moduli (le altre date saranno il 1 dicembre 2019 e il 19 gennaio 2020) sarà rilasciato un certificato di partecipazione finale. Il dojo andrebbe visitato anche vuoto, tanta è la pace e l’energia che questo posto trasmette a chi vi si reca. Di Enrico è fin troppo facile parlane bene, il suo amore per questa cultura e la sua ottima divulgazione affascinano sin dal primo istate. Fortunati ad averlo spesso gli amici pavesi, sarà il caso di iniziare ad organizzare qualcosa qui a Milano.

73137435_10218510786993484_711056673648672768_n.jpg

Sinossi del corso

I seminari di Storia e Religioni dell’India presso il Dojo Maharishi Sathyananda hanno lo scopo di formare e preparare lo studente a padroneggiare con competenza, profondità e sicurezza le molteplici e complesse conoscenze che sono parte di questo antichissimo ed articolato sistema culturale.

L’india e la sua storia

L’India e l’Oriente sono nella loro intima essenza realtà ancora oggi del tutto sconosciute in Occidente. Nel percorso di studio delineato in 3 incontri saranno approfondite le origini storiche di questa cultura (databile quantomeno all’8.000 a.C.) sia da un punto di vista archeologico che culturale/mitologico. Analizzeremo lo Yoga antico e l’evoluzione avuta con Patanjali e alla fine del XIX secolo. Analizzeremo il periodo Harappa, vedico, brahmanico e le innumerevoli sfaccettature dell’induismo fino alle recenti correnti neo-induiste. Studieremo come nacque il buddismo e come si è diramato e diversificato nei secoli così come il Jainismo e il Sikhismo.

Schermata 2019-10-30 alle 18.30.47

Secondo modulo

Nel secondo modulo affronteremo in dettaglio le diverse spiritualità e filosofie indiane, dalle Darshana ai vari sistemi teologici e di pensiero di cui questa realtà si compone focalizzando la nostra attenzione sul profondo retaggio contenuto all’interno dei suoi millenni di storia. Vedremo i concetti di Karma e le diverse vie di salvezza induiste, la Joitisha (astrologia) indiana, i Tantra e le sue sfaccettature fino a giungere al Vamachara, la via della mano sinistra indiana.

Miti e leggende induiste

I miti e le leggende induiste assieme alle epiche del Ramayana e del Mahabharata saranno approfondite e oggetto del terzo modulo in cui ci soffermeremo anche sui numerosi misteri che attorniano questa antichissima tradizione culturale. La danza e i mudra così come la visione dettata dall’Ayurveda e dall’arte marziale indiana (Kalaripayattu) completeranno, assieme ad altri temi, il nostro percorso formativo!

Info

https://www.dojoms.it

https://www.enigmaedizioni.com

Dojo Maharishi Sathyananda a Via Busca al 55A Mezzanino in provincia di Pavia

Per info, costi e prenotazioni obbligatoria scrivere a info@dojoms.it o telefonare allo 3515704241

“Players” la fotografia di Elvio De Santis

Calimero Elvio de Santis

Calimero Elvio de Santis

“Players” la fotografia di Elvio De Santis

Inaugura oggi, venerdì 25 ottobre 2019 e fino al 23 Novembre, la mostra “Players”, a cura di Federicapaola Capecchi, prima personale del fotografo Calimero Elvio de Santis. Alle 18,30 la vernice presso la Casa Museo Spazio Tadini via Niccolò Jommelli 24 di Milano.

Calimero Elvio de Santis

Molti lo conoscono come Calimero, mago/comico di grande talento, molti come Elvio de Santis che si occupa di assistere malati terminali con un grande cuore. Ma quello che meno persone sanno è del talento di Elvio per la fotografia. Iniziato come quasi un gioco, nel suo tempo libero, ha iniziato a girare per Milano fotografando sconosciuti. La sua bravura è anche quello, al giorno d’oggi dove tutti sono spaventati dal falso mito della “privacy”, di convincere le persone a farsi raccontare dal suo obiettivo.

72487981_3174261795979168_184201071332163584_n.jpg

La fotografia oggi

La fotografia è l’occhio del fotografo, lo dico sempre e lo penso davvero, mai come in questo caso si evince la profondità dell’indagine di questi lavori. Come uno sguardo racconta storie di vita, che Elvio estorce con il suo disarmante sorriso. Sono sempre molto critico sulla fotografia contemporanea come prima cosa per l’eccessivo uso del fotoritocco, alla fine sono “dipinti” non fotografie, ma soprattutto per la mancanza di anima. Vedo foto che non dicono nulla o con pretese comunicative troppo, appunto, pretenziose. Elvio si avvicina a questa nobile arte con lo spirito di un esploratore di anime, raccontando umanità come pochi. Come i grandi di questo settore, pensare che è da poco che si è lanciato in questa ricerca e già ha raggiunto queste vette non può che farmi pensare che presto dovrà fare una scelta nella sua vita. Se qualcuno dovesse raccontarmi, in fotografia, sicuramente quel qualcuno che sceglierei sarebbe lui.

73399831_565084600901349_5391775460906500096_n.jpg

Info

Casa Museo Spazio Tadini via Niccolò Jommelli 24 di Milano

https://spaziotadini.com

https://www.facebook.com/events/408092769840499/?event_time_id=408092789840497

qui sotto la diretta con un’anteprima della mostra

David Crosby in un libro

COP_DAVID CROSBY_140x2152.jpg

David Crosby in un libro

Esce oggi, martedì 22 ottobre 2019, il libro dedicato a David Crosby dal titolo “Ultimo eroe dell’Era dell’Acquario”. Scritto da Marco Grompi, con prefazione di Luca de Gennaro, per VoloLibero. La copertita è di Manuele Scalia.

David Crosby

Che dire di David Crosby? Essere il fondatore dei Byrds o Crosby, Stills, Nash & Young (ultimo aggiunto) può bastare? Un artista e un personaggio che non si è risparmiato, uno di quella da “vita spericolata” che piacciono tanto al nostro Vasco. Ancora in circolazione e ancora con qualcosa da dire, il nostro David, è raccontato non solo dal punto di vista musicale, ma anche auto raccontato attraverso tante interviste, di cui qualcuna inedita. L’appendice conclusiva contiene una dettagliata discografia e filmografia, oltre a un’ampia bibliografia. Consigliato, ma forse non serve che ve lo dica io, a tutti i fans di Crosby e di questo periodo storico che ha segnato un grande cambiamento nella nostra cultura.

Marco Grompi ph. Fabio Gamba (c) 2006

Marco Grompi ph. Fabio Gamba (c) 2006

Marco Grompi

Musicista e scrittore, a partire dagli anni Novanta ha curato e tradotto varie pubblicazioni di ambito rock tra cui monografie e antologie di testi dedicate a Neil Young, Joni Mitchell, Eagles, CSNY, Sonic Youth, U2 e Bob Dylan. È autore di Bob Marley. Canzoni di libertà (Giunti), Le canzoni di Bob Marley e Neil Young 1963-2003: 40 anni di rock imbizzarrito (Editori Riuniti). Del rocker canadese ha tradotto (con Davide Sapienza) l’opera omnia ufficiale in Neil Young. Tutti i testi (Giunti) e le autobiografie Il sogno di un hippie e Special Deluxe (Feltrinelli). Ha collaborato con riviste specializzate (“Buscadero”, “Jam”, “Late For The Sky”, “Tribe”, “Playmusic”), con Radio Popolare e alla stesura del Dizionario del Pop-Rock (Baldini&Castoldi) e della Grande Enciclopedia Rock (Giunti). Nelle stagioni teatrali 2015/2017 ha portato in scena Waterface, recital musicale di cui è co-autore, regista e protagonista (medaglia 3D Smiting Festival 2015).

Info

www.vololiberoedizioni.it

Rappami il cuore a PluriVersi #intervistemilanesi

Rappami il cuore a PluriVersi

Sabato 21 settembre 2019 (dalle 19:30 alle 22:30) presso Wall street di via Pasteur al 2  a Milano, ci sarà la serata finale del laboratorio “Rappami il cuore” organizzato da Pluriversi . Oltre a Barbara Caputo che ha voluto e organizzato questa bella iniziativa ci saranno alcuni partecipanti che porteranno live i loro lavori. Si tratta di: Kuzko, Eudossia, Lidia e Yara. Ci sarà anche un buffet latino poi si balla con un DJ set a tutto ritmo. Per l’occasione sono andato ad intervistare Barbara per parlare di questa sua bella iniziativa. Oltre ad essere un’insegnante è artista ma soprattutto mamma, come non chiederle di queste nuove generazioni?

IMG_20190727_111317_BURST1.jpg

Barbara Caputo

Barbara Caputo è antropologa, ha compiuto ricerche in Tunisia sui luoghi sacri e in Italia sull’immigrazione. Nel 2009 ha fondato l’associazione PluriVersi, che si è occupata di intercultura e donne. Insegna diritto nelle secondarie superiori con lo scopo di dare una coscienza civile ai ragazzi.

70944111_2471179922943227_687220747617173504_o.jpg

Info

Ingresso libero

https://www.facebook.com/events/2431673046922891

https://www.facebook.com/pluriversimi

Cristina Brasi professione criminologa #leintervistesuldivano #intervistemilanesi

Cristina Brasi professione criminologa #leintervistesuldivano #intervistemilanesi

Con l’occasione di presentare il suo sito ho incontrato la dottoressa Cristina Brasi, laureata presso l’Università degli Studi di Pavia in Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione, formata da svariati master connessi. Insomma Cristina oggi si occupa di Criminologia Forense, è una consulente che anche solo osservando dei filmati è in grado di dare pareri rilevanti il riconoscimento della menzogna in veste di analista comportamentale di una persona.  Ovviamente ho disinfettato e nascosto ogni cosa che avrebbe potuto farmi passare per un pericoloso psicopatico e l’ho fatta accomodare sul divano per fare quattro interessantissime chiacchiere con lei.

Consulenze nelle cause

Chiacchierando con la dottoressa Brasi si è spaziato dagli avvenimenti di cronaca più o meno recenti, andrà, Luglio 2019,  in cassazione la causa Ragusa, spaziando fino ai famosi Olindo e Rosa della strage di Erba. Crimini che appassionano molto l’opinione pubblica che segue, in numeri notevoli, anche tutte la trasmissioni connesse a queste tristi vicende. Non è che la curiosità morbosa della “gente” abbia per forza ragione nel seguire questi programmi televisivi, però così è.

La dottoressa Cristina Brasi

La dottoressa Cristina Brasi

Anche libri e non solo

Recentemente Cristina Brasi è stata anche nominata direttrice scientifica della nuova Collana di Criminologia della Casa Editrice Licosia, per la quale uscirà anche il suo libro a coronamento di un anno che ha visto il lancio del suo sito e della sua presenza digitale. Tra le varie cose c’è anche il Digital Profiling e di riconoscimento biometrico anche con l’ausilio di droni. Insomma come avete capito la tecnologia si è incontrata con la psicologia per avere sempre più certezze nei procedimenti penali. Tra l’altro, è anche consulente di delle agenzie di intelligence.  Ma anche in temi di salvaguardia della persona, nell’intervista qui sopra abbiamo trattato molti temi davvero interessanti.

Info

www.cristinabrasi.com

www.fba-lab.com