Chorus l’arte moderna a Milano

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Chorus l’arte moderna a Milano

Da oggi, giovedì 28 novembre 2019 fino al 4 dicembre, si terrà al M.A.C. di Piazza Tito Lucrezio Caro 1 a Milano, la mostra “Chorus”. Curata da Valerio Dehò e organizzata da Ilaria Centola vede le opere di 10 artisti che alternano i loro lavori in una circolarità di esposizione davvero interessante. Per chi come me è anche fotografo, in questo caso come in tutte le edizioni di Step Art Fair e dei suoi “spin off” come questi mi sono occupato di documentare per l’organizzazione l’evento, è anche un’occasione ghiotta per fare foto artistiche. Lo spazio del M.A.C. e l’allestimento davvero interessante offrono innumerevoli possibilità di scattare foto interessanti.

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Chorus

L’esposizione densa e articolata, della durata di una settimana, dal 27 novembre al 4 dicembre, punta all’incisività, intende lasciare un segno forte, scatenare suggestioni ed emozioni nel pubblico. Il M.A.C., luogo consacrato alla cultura, è un’istituzione aperta all’intersecarsi dei linguaggi e delle culture, perfettamente in linea con quelli che sono gli intenti di CHORUS.

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Chi sono gli artisti

Gli artisti coinvolti sono: Danilo Ambrosino, Adriano Cecco, Marzio Cialdi, Terenzio Eusebi, Giorgio Palù, Carlo Pasini, Flavio Pellegrini, Andrea Prandi, R.E.M.I.D.A. e  Francesco Silvestri. I percorsi individuali di ciascun autore sono profondamente legati alla contemporaneità e riuniti in una mostra da considerarsi una grande “opera aperta”, come la definisce il curatore Valerio Dehò. L’esposizione, infatti, mette in evidenza la particolarità e la scelta di percorsi individuali, in cui la creatività e la volontà di fare arte restano alla base di un fenomeno che travalica i singoli e si trasmette alla società. Il coro si intende come un luogo in cui si “produce”, dedicato al mettersi insieme pur rimanendo distinti e autonomi, ognuno con la propria personalità ben delineata.

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Info

info@stepartfair.com

www.stepartfair.com

Dal 28 novembre – 4 dicembre 2019 – tutti i giorni dalle 11 alle 19 – Ingresso libero

le foto sono fatte da www.fabioricci.it per Step Art Fair

Viva la Frida al cinema

Viva la Frida al cinema

Si intitola “Frida, viva la vida” ed è il documentario dedicato alla pittrice messicana  Frida Kahlo e presentato al 37° Torino Film Festival – Sezione Festa Mobile e nelle sale italiane solo il 25, 26 e 27 novembre 2019. Quindi da stasera per tre giorni, portato da Nexo Digital che i frequentatori di questa pagina conoscono bene. Il film è girato molto bene e ha immagini davvero spettacolari che riportano il colore della sua terra, il Messico. Tra le voci anche quelle di Asia Argento (sotto un link dove lo racconta), Per la parte pittorica trovate qui sotto un percorso sull’arte e la vita a cura di Francesca Carnevale Pellino.

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Viva la Vida

di Francesca Carnevale Pellino

Il docufilm su Frida Kahlo ci porta attraverso la sua biografia, in un collage di immagini, musiche, liriche, pensieri e colori – la costante – a toccare con mano le sfaccettature della vita – disgraziata e di sofferenza della pittrice, idolo indiscusso di un Messico popolare e profondamente radicato, che si riflette nei colori e nella cultura nell’opera di tutta la sua breve vita.

Frida Kahlo, 1932, fotografia di Guillermo Kahlo (Alamy Archives).jpeg

Nata a Coyocacan nel 1907 (ma amava dire di essere nata nel 1910, anno in cui iniziò rivoluzione messicana), nella “Casa Azul” color cobalto che diventerà il museo più visitato del Messico, dove nasce e morirà, da piccola ebbe come noto una malformazione da spina bifida (per qualcuno, la polio), per poi rimanere vittima martoriata nel bacino, nella colonna vertebrale e a un piede nel terribile incidente dei suoi 18 anni.

Il film in 6 capitoli, narrato da una Asia Argento in grazia, mostra filmati e documenti dell’epoca, arricchiti da preziose interviste, una tra tutte quella alla fotografa messicana Graciela Iturbide che ebbe l’opportunità di fotografare il Bagno di Frida, aperto dopo anni dalla sua morte (per approfondire: da questa esperienza, il volume “El baño de Frida” di Graciela Iturbide – Punctum Edizione Italiana a cura di Marco Delogu).

Bernard Silberstein (1905–1999), United States, Diego Rivera Watching Frida Kahlo Paint a Self Portrait, circa 1940, gelatin silver print, Cincinnati Art Museum� Gift of the Artist, 1986.570, © Edward B. Silberstein.jpeg

La pittura

Frida cominciò a dipingere nel periodo di immobilità e convalescenza dopo l’incidente, grazie a uno speciale cavalletto creato dai genitori. Nella produzione di Frida Kahlo, di 143 dipinti, 55 sono autoritratti: lei stessa disse “Pinto autorretratos porque estoy mucho tiempo sola. Me pinto a mí misma, porque soy a quien mejor conozco”. Non si può staccare, ovviamente, l’opera di Frida dalla sua biografia, dalla sua sofferenza, dai suoi amori infelici, dal rapporto ambivalente e tormentato con il muralista Diego Rivera, sorprendentemente amatore libertino e attivista comunista di 21 anni più vecchio. Anche Frida si è iscritta al partito nel 1928 ed è diventata una convinta attivista.

Il viaggio di Viva la Vida tocca diverse opere fondanti dell’arte di Frida

La pittrice ritrae se stessa e il marito nel 1931 nell’autoritratto Frida e Diego Rivera, dedicato a Albert Bender che li aveva fatti entrare negli Stati Uniti nonostante il chiaro orientamento comunista di Rivera: Frida è piuttosto acerba rispetto allo stile che conosciamo, ma ironica, con i tratti già definiti per quanto influenzati dallo stile naïf di pittori dell’epoca come Jose Maria Estrada, che certamente influenzò anche lo stesso Rivera.

Nell’autoritratto di coppia, Frida moglie adorante del colossale marito, Frida mani e piedi piccoli legata al suo Maestro, colui di cui ha detto nel quindicesimo anniversario di matrimonio “Perché lo chiamo il mio Diego? Non è mai stato e non sarà mai mio. Diego appartiene a se stesso”.

Henry Ford hospital

Henry Ford hospital è del 1932, è un dipinto intimo, che segue uno dei tre aborti che il corpo martoriato e non adatto alla gravidanza di Frida deve subire: Frida dipinge un corpo quasi spezzato, sullo sfondo la Skyline di Detroit, sei oggetti collegati da fili rossi tra cui il feto maschio abortito, l’orchidea, il bacino rotto nell’incidente del 18 anni, la lumaca (probabilmente simbolo della lentezza dell’operazione, ma anche del concepimento nella cultura india). Il primo dipinto su foglio di metallo, incoraggiata da Rivera a dipingere i momenti importanti della sua vita. Sempre del 1932, infatti, è My Birth, in cui Frida dipinge la propria nascita nel ricordo della morte della madre.

La mia balia ed io

La mia balia ed io è del 1937. Costante della pittura di Frida resta l’iconografia dell’arte popolare messicana. In questo dipinto l’autrice rappresenta la balia che l’aveva allattata (poiché che la sorella Cristina era nata soltanto undici mesi dopo di lei) coperta da una maschera funeraria precolombiana. La bimba e la donna sono distanti, evidentemente non si amano, non c’è contatto affettivo tra le due. La balia sembra roccia, Frida è un’adulta con corpo da bimba, il seno un intrico quasi arboreo, la vegetazione lussureggia intorno.

Diego e ancora Diego

Altra costante della vita di Frida è la relazione con Diego, fatta di alti e bassi forti, di tradimenti reciproci, di una casa fatta di due costruzioni nella quale vivono e lavorano separati.

Frida è a sua volta fluida, impegnata in diverse relazioni, che incrociano talora le amicizie talora l’impegno politico della famiglia Rivera. In particolare, frequenta Nickolas Muray, fotografo ungherese, che più volte la ritrae nell’ambito della loro lunga e altalenante relazione (1931-1941), restando amici fino alla morte di lei, e oltre ad Andre Breton e Trockij – ospiti, amici di Diego, amanti di Frida – anche Tina Modotti (Udine 1896-Messico 1942), con la quale amicizia e politica si incroceranno fino alla rottura.

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Sdoppiamento

Le due Frida è del 1939 – subito dopo il divorzio da Rivera – del quale ha scoperto la relazione con la propria sorella Cristina – che dopo solo un anno da separati poi risposerà.

Frida, che mostra una propria netta strada artistica, rivela una doppia identità: la Frida europea in bianco, l’abito moderno, la Frida americana nel tradizionale costume Tehuana, collegate dal “filo” di Diego che unisce i suoi due cuori: Frida non è felice, subisce i tradimenti del marito che si affiancano al dolore fisico che la tormenta per tutta la vita, soffre per la fine della relazione. Con le forbici recide il filo rosso che parte da Diego – ritratto nel piccolo medaglione – e collega i due cuori – perfettamente rappresentati dal punto di vista anatomico – e le sue due personalità. Il cielo oscuro e tempestoso riflette ancora più il suo tormento.

Autoritratto con collana di spine e colibrì

Anche Autoritratto con collana di spine e colibrì del 1940 vede Frida frontale, magnetica, solenne, in parallelo con Cristo con una collana invece di una corona di spine, martire del dolore e della sofferenza del cuore, il colibrì morto a simboleggiare del divorzio – ma che ricalca anche nella linea le iconiche sopracciglia di Frida – gatto nero e scimmia ragno – simboli di sfortuna e demonio.

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La colonna rotta

Ne La colonna rotta (1944) ci presenta tutta la sua sofferenza fisica, l’angoscia, l’orrore del dolore, i chiodi sul viso e su tutto il corpo, lo squarcio sul torso. Sullo sfondo la terra a sua volta squarciata. La colonna dorica rotta al posto della spina dorsale. Frida bella e forte nel suo corsetto, ma piange e sembra sfidare chi la guarda ad affrontare il suo stato. I colori sono netti.

Il cervo ferito

Il cervo ferito, o il cerbiatto del 1946. Nove frecce, stavolta il dolore fisico della nuova operazione. Sullo sfondo la foresta di alberi morti e fronde strappate, la paura, la disperazione. Il cielo e il mare forse chiari di speranza, cui il povero cervo tormentato dalle frecce e sanguinante con il volto di Frida e le imponenti corna non arriverà. Subito dopo l’operazione alla colonna, Frida torna da NewYork in Messico, ma è sofferente e depressa mentre sperava in una risoluzione.

Sotto le zampe, accanto al suo nome, Frida scrive “Carma”: il suo destino.

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Viva la Vida

Il film prende il titolo da Viva la Vida, del 1954, dipinto 8 giorni prima di morire. Frida, ormai distrutta e con una gamba amputata, scrive la frase che da il titolo al quadro e riesce a colorare del rosso sangue delle angurie gli ultimi momenti di una vita di sofferenze e speranza, della capacità di trasformare il dolore in arte: un vero tributo alla vita.

Info

online exibition https://artsandculture.google.com/exhibit/frida-kahlo-¡viva-la-vida/BwJSiccgMhf8LA

Intervista ad Asia Argento: https://we.tl/t-z3r3GusRn0

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Prorogata “Beauty” di Miki Degni

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Prorogata “Beauty” di Miki Degni

La mostra di Miky Degni, “Beauty” presso l’Arnaout Spazio Arte di Milano in viale Abruzzi 90, è stata prorogata fino al 31 ottobre 2018. Si tratta di diciotto ritratti di persone incontrate per lavoro o amicizia. Ci sono anche due ritratti che rappresentano delle icone di bellezza. Realizzati sulla prestigiosa carta di Amalfi con tecniche miste.

“Van Gogh Tra il grano e il cielo” nei cinema

“Van Gogh Tra il grano e il cielo” nei cinema

Per sole tre serate, il 9/10/11 aprile 2018, ed in anteprima per l‘Italia verrà proiettato “Van Gogh Tra il grano e il cielo” in documentario dedicato alle opere del grande pittore olandese. Successivamente sarà proiettato anche in altri 50 paesi al mondo, se ve lo perderete non potete fare altro che sperare che Sky Arte Hd lo metta presto in rotazione. Le tele, i luoghi e le storie che hanno caratterizzato la vita di questo artista straordinario.

Le riprese con Valeria Bruni Tedeschi

Le riprese con Valeria Bruni Tedeschi

Il film

I documentari di oggi, soprattutto queste operazioni che poi Nexo Digital porta nei cinema, sono veri propri film. Non c’è solo la divulgazione, necessaria a definirli documentari, ma ormai il livello è altissimo, siamo al grande cinema. Narratori, in questo caso la sempre affascinante Valeria Bruni Tedeschi, che raccontano in monologhi emotivamente coinvolgenti la storia degli artisti. Musiche e riprese incredibili, ma quando riusciremmo mai a vedere un dipinto di Van Gohg, in questo caso, enorme e ad una distanza da notare ogni singolo micro particolare della pennellata? Non vi nascondo che è stato a tratti, soprattutto nel finale, anche molto commovente. Capolavoro!

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Protagonisti

I protagonisti sono, oltre alle tele e alla tormentata storia del genio olandese, gli esperti. Dopo la non meno intensa storia di “Loving Vincent” si è tornati, grazie alla mostra italiana curata da Marco Goldin (aperta sino all’8 aprile nella Basilica Palladiana di Vicenza) con questo bel lavoro sull’artista olandese. L’eredita di Van Gogh deve tantissimo alla cura che ne ha avuto la sua più grande fan, definirla collezionista è riduttivo, che fu Helene Kröller-Müller (1869-1939). Arrivò ad acquistare 300 tra dipinti e disegni. Come ho qui sopra detto c’è anche Valeria Bruni Tedeschi, che ne racconta le vicende ripresa nella suggestiva chiesa di Auvers-sur-Oise (dove il pittore morì). Il film è diretto da Giovanni Piscaglia, scritto da Matteo Moneta con la colonna sonora di Remo Anzovino (bravo bravo bravo!).

Info

www.nexodigital.it (per l’elenco delle sale e le informazioni)

https://www.comune.vicenza.it/vicenza/eventi/evento.php/173764

“Caravaggio l’anima e il sangue” nei cinema per tre sere #CaravaggioFilm

“Caravaggio l’anima e il sangue” nei cinema per tre sere #CaravaggioFilm

Arriverà in molti cinema il film documentario sulla vita e le opere di Michelangelo Merisi da Caravaggio. Portato nella sale dal trio Sky, Magnitudo Film e Nexo Digital racconta, anche in prima persona con la voce di Manuel Agnelli, la storia del pittore lombardo. Sarà il 19,20 e 21 Febbraio 2018 in 340 sale girato in 8k e si vede. Comunque portare queste opere d’arte al cinema è davvero una meraviglia. Particolari che nemmeno dal vivo si potrebbero vedere. Soprattutto c’è la totalità delle opere dell’artista, cosa che costerebbe parecchi viaggi. Il titolo è: “Caravaggio l’anima e il sangue”

Prima sorpresa

La prima sorpresa arriva dall’Archivio Storico Diocesano di Milano, dove è emerso il Certificato di battesimo di Caravaggio. Sorpresa delle sorprese, si è scoperto che in realtà l’artista era nato a Milano. Successivamente si era trasferito nel paese dei nonni, Caravaggio appunto, che aveva scelto come suo nome d’arte.

I tormenti del film

Ad emergere sono i tormenti dell’uomo. Tormenti che sia dalle sue parole e dalle sue opere arrivano stridendo con i suoi atti nei processi. Figli del pessimo carattere dell’immenso artista. Nel documentario ci sono molte parti teatrali, con una ricerca dell’immagine che rende davvero merito all’oggetto del video, davvero molto utili a ricreare le atmosfere tormentate. Un linguaggio che non banalizza l’opera, anzi la nobilita. Così come ben interpreta i pensieri del pittore il neo Re Mida di Sky, Agnelli. Manuel mi sembrava un po’ un azzardo per la sua dizione tutt’altro che perfetta, ma soprattutto resta un cantante e non un attore. Invece si è calato nel personaggio con una interpretazione davvero interessante. Bravo.

Gli esperti e chi ci ha lavorato

Ne “Caravaggio l’anima e il sangue” parlano anche gli esperti. Si tratta del Prof. Claudio Strinati, storico dell’arte ed esperto di Caravaggio, e con la partecipazione della Prof.ssa Mina Gregori (Presidente della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi) e della Dott.ssa Rossella Vodret (curatrice della mostra ‘Dentro Caravaggio’ a Palazzo Reale di Milano). Strinati soprattutto è un piacere per profondità e di una simpatia rara. La regia è affidata a Jesus Garces Lambert, mentre 
Emanuele Marigliano interpreta i moti d’animo di Caravaggio.

Info

www.nexodigital.it (dove potete trovare un elenco della sale)

#CaravaggioFilm

La pittura di Terry Bertelli

La pittura di Terry Bertelli

Terry Bertelli è un’artista bresciana, nella vita ha sempre fatto, con ottimo profitto altro, ma negli ultimi anni ha iniziato ad occuparti d’arte e nello specifico di pittura. A differenza di molti artisti, che iniziano ad esprimersi non da giovanissimi, ha avuto grandi riscontri. Però giovane lo è ancora, quindi non può che migliorare.

Mostre in tutto il mondo

Tra esposizioni già fate e da venire è passata per l’Italia, l’Europa e New York negli Usa. Un bel record in così pochi anni di attività. Certo l’essere una donna molto spigliata e con le idee chiare è stato molto utile ad avere questi ottimi risultati. Ma siamo solo all’inizio.

Il suo stile

Lo stile di Terry Bertelli è molto personale, soprattutto nella ricerca del colore. Il suo lavoro e le motivazioni che la portano a queste scelte cromatiche non usuali l’ha ben spiegato nella video intervista che le abbiamo fatto (il video qui sopra)

info

http://terrybertelli.com/

intervista di www.fabioricci.it

“The art Land” alla Fabbrica del Vapore

 

Presso la Fabbrica del Vapore di Milano, per tutto il giorno fino a questa sera post aperitivo, “The Art Land, la terra dell’arte” si presenta a Milano. Questo progetto è l’unione di 5 associazioni che operano da anni nel tessuto culturale e sociale della nostra città e si tratta di: Isolamusicaingioco, AceA Onlus, Art Too, Famiglia Margini e Lyra Teatro.

Conosciamoli

Conosciamoli da vicino, tre di loro, nel video qui sopra nell’intervista realizzata da Fabio Ricci per Eventi Milanesi. Ma soprattutto se leggete oggi (sabato 30 settembre) correte a vedere gli eventi che accompagneranno la giornata. Da qui intanto vi daremo notizie dei vari eventi, ma una oggi visita vale la pena

Cos’è questo centro?

Oltre ad ospitare le 5 associazioni nelle loro iniziative il centro, affidato dal Comune di Milano, sarà uno spazio polifunzionale dove non solo intrattenere e ricreare ma soprattutto aiutare a formare una sensibilità artistica che ci aiuti a ritrovare la via del bello. Grandi protagonisti saranno i bambini con tante iniziative dedicate a loro (tra cui un’orchestra di quartiere) ma certo non saranno gli unici. Un grande in bocca al lupo perché ci sembra proprio una bella iniziativa

Info:

Isolamusicaingioco – http://www.musicaingioco.com

AceA Onlus – http://www.aceaonlus.net

Art – Too – http://www.art-too.com

Famiglia Margini – http://www.famiigliamargini.com

Lyra Teatro – http://www.lyrateatro.it