Mare Rltd al Mare Culturale Urbano #mareRLTD #leintervistesuldivano #intervistemilanesi

Mare Rltd al Mare Culturale Urbano #leintervistesuldivano

Sabato 26 ottobre ore 21 presso il Mare Culturale Urbano di Via G. Gabetti al 15 a Milano si terrà l’atto performativo del trio Stefano Cucchi (sound design) , Lorenzo Ciapponi (visual design) e Omar Dodaro (composition ). Il titolo del progetto è Mare RLTD (Mare Related) ovviamente mettendo al centro delle visioni… il mare. Bravi vi vedo preparati, il progetto è molto ambizioso ed interessante così li ho invitati a #leintervistesuldivano per parlarne. Alla serata sarò presente anche in versione presentatore, quindi avete un’ulteriore piccola motivazione per esserci. Il costo, 5 euro, per un’ora di spettacolo multimediale è davvero esiguo. Quindi zero scuse e prenotatevi subito, il posto non è così capiente. Con loro ci saranno anche Carlo Gerla (Consulente informatico), Lorenzo Pierobon (Overtones singing) e Francesca Verga (Voce recitante)

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Come funziona?

Saremo immersi nel suono e guidati attraverso le voci e i video in questo viaggio. Nato dai testi di amici e persone stimate, ai quali i tre hanno chiesto di scrivere delle suggestioni che poi hanno musicato. I testi saranno di: Giovanni Doro, Erika Mascheroni, Isabella Piazza, Silvia, Marta Orlando,Stefania Altiero, Gianni Giolo, Chantal V, Elisa Pozzoni, Luisella Bellei, Wania Bianchi, e Marco Colombo. Ci saranno anche contenuti per i devices mobili quindi è necessario essere muniti di cellulare o tablet 3G o 4G carico con power-bank in modo da non essere piantati in asso sul più bello.

Mare RLTD

Mare RLTD (Mare Related) è una performance multi-modale che trae origine da diverse idee di persone comuni. Queste espressioni individuali si concretizzano in un racconto costituito da un livello sonico concreto, musicale evocativo, visivo sinestetico e narrativo simbolico. Il mare, da una visione soggettiva utopico-fanciullesca, attraverso una progressiva immersione – che è presa di coscienza – diventa un ambiente reale e distopico che traccia i limiti di una possibile rappresentazione della contemporaneità, nella dialettica eterogeneità-omologazione, individuazione-massa, indifferenza-partecipazione. Abbandonarsi al mare permette di rimettersi in contatto con la propria natura, accogliendo, anche, gli aspetti terrificanti ed incontrollabili che siamo portati a vedere solo da lontano.

Info

http://www.marerltd.com #mareRLTD

https://www.facebook.com/events/2070182459956014/

https://marerltd.altervista.org
Mare Culturale Urbano Via G. Gabetti al 15 Milano
Sabato 26 ottobre ore 21.00 – Ingresso € 5 Durata: 60 minuti

Per informazioni, biglietti e prenotazioni info@maremilano.org

“Us + Them” al cinema con Roger Waters

“Us + Them” al cinema con Roger Waters

Roger WatersUs + Them” sarà distribuito nei cinema italiani da Nexo Digital solo il 7, 8 e 9 ottobre 2019. Assolutamente da non perdere il film concerto che è stato presentato in anteprima alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Si tratta del “solito” spettacolo straordinario dell’ex bassista dei Pink Floyd. Ha scelto una band pazzesca che non rimpiangere uno dei suoni che hanno reso la band inglese immortale. È l’ideale ringraziamento dopo i 156 concerti in giro per il mondo, il tutto in 2500 cinema per oltre 60 diversi paesi. Un evento vero, termine spesso abusato, in questo caso lo si può dire tranquillamente.

Roger Water

Il messaggio dell’artista è chiaro, ripercorrendo le sue canzoni che parlano di società e alienazione, di gente e di politica (i Pig si sa bene chi siano), attacca forte. Picchia duro e non solo contro Trump (ci sono politici di tutte le parti i nostri compresi nei video), con quello che sa fare. Emozionare con canzoni e concerti dove la parte concettuale video è sempre necessaria per veicolare il pugno dritto nello stomaco. Non quei colpi in testa dove puoi anche rialzarti ma di quelli al corpo che ti lasciano sulle gambe si, ma piegate. Il lavoro sul suono è davvero pazzesco, non manca una nota che ho amato, ma nello stesso tempo resta fresco e suonato come se fosse la prima volta. Anche la scelta di non cantare le canzoni che faceva David Gilmour la trovo davvero intelligente e rispettosa. Dopo l’anteprima della stampa io quasi ci torno!

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Intenso. Iconico. Potente

Ho chiesto una recensione ad un’esperta d’arte e di musica, che stimo molto e questo è quello che ha sentito con la sua di pancia.

(F.C.P) Roger Waters Us+Them è il film concerto diretto da Waters e Sean Evans – già autore con lui di Roger Waters the Wall – presentato a Venezia. Uno spettacolo emotivo di colori e denunce, la performance davanti al pubblico di Amsterdam, splendidamente giovane, commosso, carico ed empatico. Il protagonista, creatore, co-regista, intelligentemente istrionico, carica e si carica senza mezzi termini, con i noti riferimenti alla politica corrente e trascina il pubblico rapito da cotanta convinzione in un viaggio attraverso i successi dei Pink Floyd e i brani più recenti di Waters solista, che racconta che Us+Them è un invito all’azione”: l’esperienza sensoriale dal vivo, efficacemente tagliata e realizzata in un equilibrio crescente di emozioni e (auto)riferimenti, si fonda sull’effetto emotivo dell’amore, dell’apertura, della resistenza. La base è politica, ritorna la denuncia di Animals, si sublima con The Wall, ripropone forti le riflessioni sui diritti umani e sulla guerra, sui rifugiati Palestinesi, mentre lo sfondo video muove lacrime e si spera coscienze. Ribadisce, Waters, troneggiante e trionfante, i propri temi di fondo, le proprie caratteristiche – non senza autocompiacimento – di voce politica: e porta lo spettatore, come il pubblico del tour, a sposare con il cuore le cause proprie per il mondo che vorrebbe.

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Info

www.facebook.com/rogerwaters/

www.instagram.com/rogerwaters/

www.twitter.com/rogerwaters

Il buio e la Musica

A Coffee with Monia

Il buio e la Musica

di monia@italymail.com

Stare al buio e ascoltare i miei vinili, stando sul letto della mia camera, equivale per me ad un viaggio fantastico nella memoria. Memoria di quello che ero, memoria di cose che non sono riuscita a vivere in prima persona. È anche un viaggio come lo intendevano nel 68 i figli dei fiori. Al di fuori del tempo e dello spazio. È avventurarmi in posti dove le cose, le persone, i fatti che mi mancano possono diventare reali. Un posto dove sono, ad esempio, mamma. Dove David Bowie e Freddie Mercury sono ancora vivi. Dove mio padre sta ancora bene e si incazza con me come quando ero ragazza. Dove la fatica, lo smarrimento, la nausea, la solitudine non esistono. La solitudine di dentro, quella specie di buco nero che ti prende lo stomaco. E quindi, quando sto cosi, come in questi giorni, la musica mi salva.

Ascolto

E ascolto, a seconda del bisogno che ho, David Bowie, i Queen, o, come in questo momento, mentre sto scrivendo, un vinile di Peter Frampton. Nowhere’s too far for my Baby. Nessun posto è troppo lontano per il mio amore. Una canzone che, ad una donna ottimista, fa sperare che l’amore vero esista ancora, ma per me, per il mio stato d’animo, per il mio vissuto, sembra una canzone da stalker! 😊 ok, sto esagerando. Ma la sostanza resta. Mi fa stare veramente male tutto il brutto che succede. E il buio della mia stanza è rassicurante.

La chitarra di Peter Frampton è rassicurante. La sua voce che dice “baby I love your way” è veramente capace di farmi passare tutti i brutti pensieri. Ma basta questo? Il mio “restare qui dentro perché fuori è un brutto mondo” mi salverà per sempre? Qualche giorno fa, alla lettura dell’ennesima morte di una donna per mano di suo marito, ho scritto su Facebook che è meglio restare sola e viva che ingabbiata e morta. E cerco, cerco disperatamente qualcosa che mi faccia passare i brutti pensieri, ma più cerco, più mi rassegno alla solitudine. Oggi, su meetic, l’ennesimo cretino che mi scrive da giorni chiedendomi di andare a prendere un aperitivo, mi conferma di avere già una convivenza e che con me voleva solo farsi una scopata.  Come se fossi un oggetto, o una puttana. E allora penso: possibile che gli uomini violenti siano in realtà solo uomini cretini, perché considerano le donne degli oggetti senza cervello?

Oggi?

Oggi, intorno all’ora di pranzo, sono andata dalla mia parrucchiera a farmi accorciare i capelli. I miei capelli corti, bagnati e perfettamente lisci mi hanno fatto ridere, perché, guardandomi allo specchio, ho visto la stessa pettinatura di Hitler. E ho detto a Rosy “Sembro Hitler. forse un briciolo del suo carattere mi farebbe bene, con tutti questi stronzi che girano”. 

Il mio trip va avanti. Pensieri confusi affollano la mia testa, la musica di David, con il fantastico Hunky Dory, si diffonde nella mia camera come se fosse vicino a me a cantare Changes mentre ci fumiamo una canna. 

Rileggo queste poche righe. Sembrano scritte da un pazzo. Le ho scritte di getto, senza troppo riflettere. È lo specchio del mio stato d’animo attuale. Uno stato d’animo dove la speranza fa a pugni con la paura. E la rassegnazione prevale sulla ricerca di miglioramenti.  Mah. Di solito sono più ottimista. Sono sempre stata il tipo di donna che vede il bicchiere mezzo pieno. Ma questi giorni sono cosi. Forse sono stata troppo al buio. Direi che è ora di uscire. Anche perché c’è il sole, ed è ora di cena. Ironia a parte, la scrittura, insieme alla musica, ha un potere curativo. Era da troppo tempo, evidentemente, che non scrivevo.  Ricomincerò.

 

VH1 notte di video cult

VH1 notte di video cult

Da questa notte, lunedì 28 gennaio 2019 alle 20, VH1 diventa Cult con una rotazione di video storici e indimenticabili. Una cosa sia per nostalgici (io) che per buongustai (sempre io). Dai primi anni 80 fino al finese secolo e il tutto sarà visibile sul canale 67 del digitale terrestre e sul 25 di Tivusat.

Info

http://www.vh1.it

https://www.facebook.com/VH1Italia/

Paolo Antonio “Questa assurda storia” #veritàpergiulioregeni

Paolo Antonio “Questa assurda storia” #veritàpergiulioregeni

Quando si incontra una grande canzone bisogna riconoscerla, riconoscere anche quando un autore è un grande autore. Paolo Antonio ha rilasciato il video, davvero ben girato bravi, di “Questa assurda storia” un pezzo scritto per Giulio Regeni, il ricercatore italiano barbaramente torturato ed ucciso in Egitto. Colpevole di nulla, se non di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato. Paolo ha raccontato questa vicenda senza retorica, se non fosse per la scritta sul finale nemmeno si capirebbe di cosa parla questo pezzo. Ma questa è la grande qualità di un grande autore. L’abbiamo già incontrato, intervistato, ma anche presentato in questo blog non solo perché è un caro amico: ma perché è un grande artista di Valore. Invece di condividere tante sciocchezze, condividete questa canzone.

Il testo

Forse non avrei cambiato il mondo con un paio di domande, ma può scoppiare una rivoluzione da una discussione al bar. Forse non avrei cambiato il mondo ma il mio modo di guardarlo: quel che ci raccontano talvolta non risponde alla realtà. Poi si spense tutto in quella camera. Quanto può far male la curiosità. Ditelo una volta e mille ancora, così nessuno mai si scorderà il nome mio e questa assurda storia, perché il finale sia la verità. Forse non avrei cambiato il mondo con un paio di domande, ma il pensiero libero è il peggior nemico dell’autorità. Forse non avrò le mie risposte ma vi chiedo di cercarle, quando sui balconi la bandiera gialla poi scolorirà. Quanto può far male curiosità, ma quanto è necessaria per la libertà. Ditelo una volta e mille ancora, così nessuno mai si scorderà il nome mio e questa assurda storia, perché il finale sia la verità. Ditelo una volta e mille ancora, perché qualcuno s’è scordato già. Mi chiamo Giulio e questa assurda storia non è solo la mia, non è solo la mia; e non è solo per me la verità.

Chi ci ha lavorato

Testo, musica e produzione esecutiva di Paolo Antonio, roduzione artistica di Ohrwhurm (Gianmarco Grande, Camilla Capolla) e Paolo Antonio. Registrato all’Ohrwhurm Studio (Milano) e mixato da Antonio Nappo al Q Studio (Milano). Masterizzato da Pietro Caramelli (Energy Mastering, Milano). Il video di Niccolò Savinelli.

Info

https://www.facebook.com/paoloantoniomusic/

https://www.youtube.com/channel/UCUIFyrNm9wdJ66_bT1sRcxA

#veritàpergiulioregeni

 

Mauro Sabbione a Mola di Bari #eventostasera

Mauro Sabbione a Mola di Bari

Questa sera, giovedì 8 novembre 2018, Mauro Sabbione sarà con il suo “Tango a Berlino, Parigi, Londra” con il suo spettacolo rievocativo di quel periodo magico che ha vissuto nei Mattia Bazar. L’evento sarà nel contesto di “Time Zones sulla via delle musiche possibili” (Piano Zones #2) e Diaghilev centro produzione teatrale.

Il tempo sarà quello delle Vacanze Romane per intenderci, per il quale il nostro musicista si è trasformato in archeologo rovistando tra la polvere analogica e digitale per raccogliere immagini e suggestioni di quegli anni. Ottanta, anni in cui tutto poteva succedere e invece si è spento tutto. Mauro si è cucito un abito visuale che accompagna la sua riproposizione al piano forte di quelle canzoni che hanno fatto la storia del gruppo. Dove i riferimenti culturali, ricercati, a movimenti estetici e dove la ricerca sonora ne erano protagonisti. Oggi li risuona al piano (qui la sua esibizione a Piano City Milano).

Gli oggetti presenti nei video, progettati dallo Studio Alchimia e dall’archistar mondiale del Postmoderno, Alessandro Mendini, fanno parte della storia del design italiano e sono esposti nei più importanti musei del mondo. Nel video sopra un’intervista che abbiamo realizzato tempo fa (si parla anche del suo periodo Live con i Litfiba).

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Info

Giovedì 8 Novembre – ore 21:00 Ingresso: 8 €

Teatro “Niccolò Van Westerhout” – Via Van Westerhout, 17 – Mola di Bari (BA)

(in apertura di serata il concerto di improvvisazione pianistica di Alex Maguire, UK)

Gemitaiz e Madman per il nuovo di Vegas Jones

Gemitaiz e Madman per il nuovo di Vegas Jones

Il nuovo video di Vegas Jones, featuring Gemitaiz e Madman, tratto dal suo “Bellaria” (Universal Music) è “Brillo” singolo prodotto da Joe Vain. Dopo pochi giorni è già vicino al milione di visualizzazioni, mica male. Ma sono numeri ancora ridicoli, Vegas fa numeroni su youtube come pochi. Non si è ancora spento l’eco del progetto di questa estate della fortunata operazione con i OneRepublic in con il singolo “Start Again”. Il video è stato prodotto da Borotalco.tv con la regia di Enea Colombi. Ogni volta che vedo i numeri di Matteo, from Cinisello Balsamo, mi ricordo di quando, qualche tempo fa, mi contattò una cara amica dicendomi di aiutare suo nipote. Nipote che voleva fare il rapper. Dopo un giro su youtube avendo visto i numeri di Vegas… ho detto alla zia (Barbara Percudani) che era meglio che lui condividesse le cose mie e non viceversa!

Vegas Jones_DSC01513_foto credit Andrea Giacomini_lancio video Brillo_m.jpg

Info

www.facebook.com/vegasjonespage

www.instagram.com/vegasjones

https://www.youtube.com/channel/UCmpQ1yY17bff57oP8rmkQDw