Charlotte e Marco Ferradini “Le parole” #leintervistesuldivano #intervistemilanesi @MartaCharlotte ‏

“Le parole” di Charlotte e Marco Ferradini

Quando mi hanno confermato la presenza a #leintervistesuldivano di Marco Ferradini non pensavo sarebbe venuto con una splendida, davvero, sorpresa: sua figlia Charlotte Ferradini. In fondo era anche possibile la sua presenza, visto che nel nuovo “Le parole” canta con lui, però dai una volta tanto abbiamo messo su un divano padre/figlia di grande qualità. Spesso si parla di “figli d’arte” quando il genitore è già famoso, però in questo caso l’arte respirata fin dalla pancia della mamma è arrivata a questa ragazza totalmente. Charlotte fa il conservatorio e ha una sua carriera solista di grande spessore, però nell’intervista è stata una spalla per raccontare, oltre che raccontarsi, anche questo papà inconsueto. Uno che con la chitarra in mano ci ha sempre vissuto

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Marco Ferradini

Quando si ha un successo come Teorema, basta iniziare la strofa che chiunque la sa concludere, non è facile tenere botta in questo mondo che ti chiederebbe in loop solo questo pezzo. Marco ha saputo negli anni scrivere e realizzare tante ottime canzoni con una caratteristica, per me un vanto, precisa: non si è mai fatto prendere la mano dagli arrangiamenti. I suoi pezzi posso essere spogliati e restare chitarra e voce senza che ce ne si accorga, quasi. Non per sminuire i musicisti che l’hanno accompagnato, anzi è proprio per rimarcare la totale mancanza d’eccesso nella sua musica. Non ci si trova mai una nota di troppo. Molti ignorano che Marco, oltre alla sua carriera, ha suonato praticamente con tutti i big della musica italiana. Ne parlano tutti bene nell’ambiente, sarà un caso?

Le parole

“Che pena fanno le parole – commenta Marco Ferradini a proposito del brano, dedicato appunto al peso e al significato che possono rivestire le parole – quando pretendono di dare le stesse emozioni che l’amore fa provare. Le vedi che arrancano in salita, si gonfiano in una inutile fatica e non raggiungono mai lo scopo. Anzi, più sono tronfie e più diventano ridicole, quando basta invece un semplice sospiro con la sua carica di incognite inespresse, uno sguardo o un movimento a svelare, a raccontare. In questo brano, insomma, provo a raccontare tutto quello che le parole non riescono a fare”. Il pezzo è scritto da Ferradini è prodotto da Cello Label e Auditoria Records con la produzione artistica di Antonio Chindamo, etichetta Cello Label.

Info

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Sean White porta l’Opera Wu Jiangsan a Milano #chinaweekmilano

Sean White porta l’Opera Wu Jiangsan a Milano

Domenica 24 febbraio 2019, presso il Teatro dal Verme di Milano (ingresso gratuito), ci sarà l’Opera Wu Jiangsan, nel contesto della China Week Milano. Voluta da Zhang Changxiao conosciuto artisticamente cone Sean White, autore del best sellers “Creuza de Mao” libro che introduce i cantautori italiani ai cinesi spiegandone i testi e raccontandoli. La storia di Sean è simile a quella di molti suo connazionali che sono venuti in Italia per studiare. Ma è stato folgorato sulla via della Musica Italiana, così ha abbandonato gli studi ingegneristici al Politecnico per dedicarsi all’arte. Il suo lavoro è essere da tramite tra i due paesi, sia portando la nostra cultura in Cina, sia portando quella cinese qui da noi. L’Opera Wu è un’eccellenza della sua città di origine sarà proprio una serata magica domenica. La “China Week Milano” è la settimana culturale cinese, organizzata dal “Centro dell’Interscambio culturale Italia-Cina” e sostenuta dal Comune di Milano e dal Consolato Generale Cinese. L’evento è realizzato in collaborazione con LongMorning Music Group, associazione fondata da White insieme al collaboratore Mao Xuanxuan (leader della band cinese Walking Ears), per promuovere gli artisti italiani in Cina. Sono stato ad incontrarlo nel suo ufficio che, guarda caso, è proprio nel mio quartiere. Domenica ci sarò sicuramente, anche perché come leggete qui sotto sarà molto interessante.

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Lo spettacolo

Durante lo spettacolo si esibiranno sul palco artisti cinesi e italiani, che intratterranno il pubblico con diverse esibizioni emozionanti e coinvolgenti. Questo l’ordine della serata: la performance “Broken Bridge”, gli spettacoli di arti marziali “Three Crossroads”, l’esibizione di opera tradizionale “The Picking Jade Bracelet”, l’opera kunqu “Day Girl Sanhua”, le performance “Tuen Mun Xunzi” e “Zhong Yu Married Sister”, la danza tradizionale del leone“Golden Lion Chengxiang”, la danza “Nianbadu Lamp Array” e la performance “Changing Face and Playing Teeth”.

Info

www.facebook.com/Music-Marco-Polo-Zhang-Changxiao-138018653661218

https://www.facebook.com/events/2034689113289726/

Teatro dal Verme di Milano Via S. Giovanni sul Muro ore 20 (ingresso libero)

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Cover Story al Caffè Letterario Colobrì #milanostasera

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Cover Story al Caffè Letterario Colobrì

Questa sera, sabato 12 gennaio 2019 alle ore 18, ci sarà la presentazione del libro di Roberto Angelino intitolato “Cover Story”. Con l’introduzione di Luciano Tallarini e pubblicato da Vololibero Edizioni tratta segreti e aneddoti su 150 copertine della storia della musica italiana.

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Info

Caffè Letterario Colibrì Via Laghetto 9/11 Milano

www.vololiberoedizioni.it

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Scomparso il paroliere dei Pooh Valerio Negrini

 

Aveva lasciato la batteria per la poesia, Negrini l’autore dei testi delle più belle canzoni dei Pooh. Amico fraterno di Roby Facchinetti era stato tra i fondatori del gruppo italiano. Per molti un paroliere tra i più dotati, per altri un poeta.

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Valerio Negrini, fondatore e paroliere dei più grandi successi dei Pooh, si è spento nel tardo pomeriggio di oggi all’ospedale Santa Chiara di Trento, in seguito ad un infarto.

«È troppo difficile, in un momento come questo, riuscire a racchiudere in poche parole la nostra sofferenza – dichiarano Roby Facchinetti, Dodi Battaglia e Red Canzian, che hanno appreso la notizia dalla moglie Paola nel pieno del dolore – possiamo soltanto dire che la nostra strada è stata sempre tracciata dalla sua poesia».

«Non ci sono parole per descrivere un dolore così grande ed improvviso – dichiara Stefano D’Orazio – è una parte della mia vita che se ne va e già sento un vuoto incolmabile, buon viaggio amico mio».

Talenti: Io non sono Bogte


Capita la segnalazione in rete (grazie Gagga!) che ti fa scoprire qualcosa di nuovo. Si chiamano” Io Non Sono Bogte” con la loro “La musica italiana e altre stragi”. Gruppo interessante, nulla di nuovo musicalmente,  ma testo e voce davvero interessanti  (“la discografia è morta e io non ne vedevo l’ora!” e  “perché da quando lavoro in un centro commerciale non sono più riuscito a scrivere una canzone?”).  Non amo le chitarre così taglienti (fanno troppo vecchio anche se ben suonate) ma è anche questione di gusto personale. Meritano citazione, seguiamoli e voi ragazzi non mollate, ne!