Torna Forlani al Cross+Studio #milanostasera

78102210_2694343027350180_7165727486800560128_n.jpgTorna Forlani al Cross+Studio

Questa sera, Sabato 30 novembre 2019, al Cross+Studio di Milano in via Giacomo Watt al 5 dalle 21, torna live Forlani, presentando il suo nuovo disco. Il costo della serata sarà di 10 euro. Nella serata ci saranno i nuovi pezzi ma certamente tutti quelli del precedente “Di sole di nuvole”, disco portato in tour per tutta Italia. Poi una clausura per arrivare a questo nuovo che verrà presentato stasera, ma anche all’apertura della “Dear John Music” casa di tanti giovani emergenti interessanti. Ci sarà modo di riparlarne, intanto se volete una serata musicale live, la band è davvero fatta di ottimi musicisti.

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Info

https://www.facebook.com/events/400541260832011/

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Vanessa Incontrada e Gigi D’Alessio italiani su @RaiUno

Vanessa Incontrada e Gigi D’Alessio italiani su Rai Uno

Parte questa sera, venerdì 29 novembre 2019, il programma “20 anni che siamo italiani” condotto da Vanessa Incontrada e Gigi D’Alessio in onda su Rai Uno. Scritto da Martino Clericetti, Max Novaresi, Monica Parente, Luca Parenti, Giovanna Salvatori, Walter Santillo, Paola Vedani per la regia di di Fabrizio Guttuso e realizzato nello studio milanese della Rai a Mecenate.

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20 anni che siamo italiani

Il programma racconta, scherza e gioca con l’italianità. Il titolo prende spunto dall’arrivo di Vanessa in Italia e dallo sdoganamento post Napoli di Gigi. Per l’attrice spagnola è abbastanza semplice, è arrivata qui, per il cantautore invece è stato un punto di svolta della sua carriera. D’Alessio era famoso a napoli, davvero in maniera pazzesca all’epoca fece, con Ida Rendano, un concerto al San Paolo di Napoli riempiendolo. Oggi li chiamano “neo melodici”, con un nome che al napoletano proprio non piace perché lo trova ghettizzante, ma sono fenomeni davvero importanti nella città. Lo show è fatto da scenette e canzoni ma l’idea è quella di cercare di capovolgere. Chi canta magari recita e chi recita magari canta, così tutti gli ospiti verranno coinvolti in una non stop, per la durata del programma, senza veri e propri tagli e cambio scena.

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Info

In onda su Rai1, da venerdì 29 novembre ore 21.25 e sarà in onda anche con Rai Italia in tutto il mondo.

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Chorus l’arte moderna a Milano

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Chorus l’arte moderna a Milano

Da oggi, giovedì 28 novembre 2019 fino al 4 dicembre, si terrà al M.A.C. di Piazza Tito Lucrezio Caro 1 a Milano, la mostra “Chorus”. Curata da Valerio Dehò e organizzata da Ilaria Centola vede le opere di 10 artisti che alternano i loro lavori in una circolarità di esposizione davvero interessante. Per chi come me è anche fotografo, in questo caso come in tutte le edizioni di Step Art Fair e dei suoi “spin off” come questi mi sono occupato di documentare per l’organizzazione l’evento, è anche un’occasione ghiotta per fare foto artistiche. Lo spazio del M.A.C. e l’allestimento davvero interessante offrono innumerevoli possibilità di scattare foto interessanti.

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Chorus

L’esposizione densa e articolata, della durata di una settimana, dal 27 novembre al 4 dicembre, punta all’incisività, intende lasciare un segno forte, scatenare suggestioni ed emozioni nel pubblico. Il M.A.C., luogo consacrato alla cultura, è un’istituzione aperta all’intersecarsi dei linguaggi e delle culture, perfettamente in linea con quelli che sono gli intenti di CHORUS.

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Chi sono gli artisti

Gli artisti coinvolti sono: Danilo Ambrosino, Adriano Cecco, Marzio Cialdi, Terenzio Eusebi, Giorgio Palù, Carlo Pasini, Flavio Pellegrini, Andrea Prandi, R.E.M.I.D.A. e  Francesco Silvestri. I percorsi individuali di ciascun autore sono profondamente legati alla contemporaneità e riuniti in una mostra da considerarsi una grande “opera aperta”, come la definisce il curatore Valerio Dehò. L’esposizione, infatti, mette in evidenza la particolarità e la scelta di percorsi individuali, in cui la creatività e la volontà di fare arte restano alla base di un fenomeno che travalica i singoli e si trasmette alla società. Il coro si intende come un luogo in cui si “produce”, dedicato al mettersi insieme pur rimanendo distinti e autonomi, ognuno con la propria personalità ben delineata.

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Info

info@stepartfair.com

www.stepartfair.com

Dal 28 novembre – 4 dicembre 2019 – tutti i giorni dalle 11 alle 19 – Ingresso libero

le foto sono fatte da www.fabioricci.it per Step Art Fair

Vincenzo Albano e Carmine Del Grosso a “Risate da Oscar”

Vincenzo Albano e Carmine Del Grosso a “Risate da Oscar”

Sabato 30 novembre 2019 ore 21, al teatro Oscar di Milano organizzato da KarmArtistico di Francesco Ruta, si esibiranno per “Risate da OscarVincenzo Albano e Carmine Del Grosso. Comici noti per le loro apparizioni a Zelig e Colorado.

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Vincenzo Albano

«Il mio show non ha un titolo, non mi piace essere monotematico. Rideremo sui casi dei social e sulla mia vita di padre quarantenne in questa società dai ruoli “fluidi” di oggi. E ci sarà naturalmente spazio per il mio personaggio di Colorado, Enzo Ratti, manager di spettacolo cialtrone e più interessato a “scovare” che a proporre. E poi monologhi, personaggi e canzoni: perché quando si ha un palco è un peccato non sfruttarlo ballando cantando, recitando e naturalmente interagendo. Il bello di questa rassegna diretta da Matteo Iuliani, in arte Bruce Ketta e organizzata da KarmArtistico, è saper riportare il cabaret nel posto giusto, cioè in un teatro, senza ricalcare il cliché da serate corali dagli stili televisivi. Ad ogni comico è dedicato il suo spazio, come in questa serata, un modo per far conoscere e affezionarsi a nuovi artisti. Non disdegno le apparizioni televisive ma per i comici in questo momento c’è più necessità di esprimersi dal vivo e Risate da Oscar è una bellissima occasione»

Carmine-Del-Grosso

Carmine-Del-Grosso

Carmine Del Grosso

«Porterò in scena il meglio del mio show, Solo uno spettacolo tra amici, titolo che ben descrive il mio modo di rapportarmi al pubblico. Uno spettacolo tra amici – anche se non ci conosciamo spero lo diventeremo: mi divertirò a raccontare aneddoti di vita (quasi tutti autobiografici) o episodi di scanzonata quotidianità così come vengono riportati nello spirito di una allegra comitiva, in una serata in cui si riderà tutti alla pari, senza barriere, me compreso sul palco. Probabilmente testerò anche qualche scketch del nuovo spettacolo che sto terminando di scrivere e che sarà in tour dal 2020. La trasversalità dell’offerta è la forza di questa rassegna. Forse perché anche io ho una visione ampia della comicità rispetto alla classificazione tra cabaret e stand up comedy. Il valore aggiunto di questa rassegna è la fusione di queste due “correnti”, grazie alla grande offerta di comici nel corso delle prossime date».

Info

Biglietteria, informazioni e prevendite esclusivamente presso

Francesco Ruta – 331 743 5613 karmusicalive.f@gmail.com

KarmArtistico Italia – via Venosa 2

Dal lunedì al venerdì dalle 10,00 alle 17,30. Sabato solo telefonicamente o via mail.

https://prevenditekarmartistico.ecwid.com

Prezzo € 10,00 (+ € 2,00 di prevendita) Ingresso in teatro per il pubblico dalle h.19,30 alle 20,50. Durata spettacolo h.21,00 – 22,30 circa.

“Cremonini 2C2C The Best Of” @cremoninicesare

Cremonini 2C2C The Best Of” 

Ieri, martedì 26 novembre 2019, Cesare Cremonini ha presentato il suo “Cremonini 2C2C The Best Of” che, indovinate un po’, è una raccolta dei suoi 20 anni di carriera. In una cornice davvero eccezionale, anche se chiamare cornice questo palazzo pazzesco di Milano, che è quella di casa Crespi il bolognese si è presentato a raccontarci il suo ultimo lavoro ma anche la sua carriera. Elegantissimo, davvero, ma anche super in tensione cosa che rende quanto tenga al suo lavoro. Gli avevano messo uno sgabello ma camminare avanti indietro, tipo tigre in gabbia, è stato il suo must della conferenza stampa. Il disco esce questo venerdì.

Cesare Cremonini

Cesare Cremonini foto di Fabio Ricci

2C2C

Trovo il titolo geniale. Da leggere come 2020 oppure 2 C di Cesare Cremonini o come nel 2020 20 anni ci Cariera. Clap clap! Il disco, i dischi, sono arricchiti se mai ce ne fosse bisogno di 6 inediti. Sei canzoni nuove di cui una strumentale di cui parlo subito dopo. Sono 5 pezzi davvero belli, interessanti come struttura, come ho chiesto anche nella domanda che sentite nel  dopo la sua apertura di conferenza. Dicevo struttura non banale, dimenticate il ritornellone con cambio di tonalità, apertura di archi o cambio di ritmo. Si tratta invece di una scrittura diversa dal classico pop di tutti i giorni. Cosa che l’artista ha dimostrato di fare anche molto bene nella sua carriera. Della raccolta dei sui successi non c’è molto da dire, Cesare scrive bene, come lui stesso ha ammesso anche molto su di lui, per cui non è così facile dare pezzi ad altri. Se proprio si debba ovviamente. Se amate il suo stile tra bonus track e provini casalinghi c’è da entrare ancora di più nel suo mondo. Se no, non avreste nemmeno letto questo articolo.

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Pezzo stumentale

Non dimentico lo strumentale, all’ascolto abbiamo notato, anche i colleghi ad essere sincero, che non c’entrava molto con lo stile de nostro, spiegazione arrivata si è trattata di una sfida a scrivere un pezzo in 5/4 con il fido, dai tempi dei Lunapop, Ballo e l’ha vinta questo. Quindi lo strumentale è suo e non di Cremonini. Son ragazzi si sa, anche simpatici ma soprattutto di talento.

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Le note della casa discografica

Sarà disponibile da venerdì 29 novembre in tutti i negozi tradizionali e in digitale “Cremonini 2C2C The Best Of”. Anticipato dal singolo attualmente in rotazione radiofonica “Al Telefono”, “Cremonini 2C2C The Best Of” è la prima grande raccolta della produzione ormai ventennale di Cremonini che conterrà 6 brani inediti, 32 singoli di successo rimasterizzati, un album intero di 16 interpretazioni in versione pianoforte e voce, 15 brani strumentali realizzati dal 1999 ad oggi, 18 rarità tra cui tracce demo originali, home recording e alternative takes mai pubblicate, grazie alle quali per la prima volta sarà possibile svelare la magia della nascita delle canzoni e cogliere il loro processo creativo. Un grande progetto discografico, quindi, capace di spiegare quanto Cremonini sia sempre stato un autore, musicista e performer in costante evoluzione sin dai suoi esordi, riuscendo così a contraddistinguersi nel panorama della musica italiana come artista completo, versatile e mai prevedibile, con la caratteristica straordinaria di aver prodotto un repertorio che da vent’anni regala canzoni senza tempo.

Cesare Cremonini live

Cesare Cremonini porterà live questo progetto il prossimo anno con il Cesare Cremonini Tour 2020 che partirà il 21 giugno da Lignano (Stadio Teghil) per poi proseguire a Milano (27 giugno San Siro), a Padova (30 giugno Euganeo), a Torino (4 luglio Olimpico), 7 luglio a Firenze (Artemio Franchi), il 10 luglio a Roma (Olimpico) il 14 luglio a Bari (Arena della Vittoria) prima di chiudersi il 18 luglio all’autodromo Internazionale Enzo E Dino Ferrari di Imola. Il Cremonini Stadi 2020 è organizzato da Live Nation Italia, media partner è Radio Italia Solo Musica Italiana.

Info

www.cesarecremonini.it

www.facebook.com/cesarecremoniniufficiale/

twitter.com/cremoninicesare

www.instagram.com/cesarecremonini/

https://www.youtube.com/user/cesarecremoninimusic

Viva la Frida al cinema

Viva la Frida al cinema

Si intitola “Frida, viva la vida” ed è il documentario dedicato alla pittrice messicana  Frida Kahlo e presentato al 37° Torino Film Festival – Sezione Festa Mobile e nelle sale italiane solo il 25, 26 e 27 novembre 2019. Quindi da stasera per tre giorni, portato da Nexo Digital che i frequentatori di questa pagina conoscono bene. Il film è girato molto bene e ha immagini davvero spettacolari che riportano il colore della sua terra, il Messico. Tra le voci anche quelle di Asia Argento (sotto un link dove lo racconta), Per la parte pittorica trovate qui sotto un percorso sull’arte e la vita a cura di Francesca Carnevale Pellino.

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Viva la Vida

di Francesca Carnevale Pellino

Il docufilm su Frida Kahlo ci porta attraverso la sua biografia, in un collage di immagini, musiche, liriche, pensieri e colori – la costante – a toccare con mano le sfaccettature della vita – disgraziata e di sofferenza della pittrice, idolo indiscusso di un Messico popolare e profondamente radicato, che si riflette nei colori e nella cultura nell’opera di tutta la sua breve vita.

Frida Kahlo, 1932, fotografia di Guillermo Kahlo (Alamy Archives).jpeg

Nata a Coyocacan nel 1907 (ma amava dire di essere nata nel 1910, anno in cui iniziò rivoluzione messicana), nella “Casa Azul” color cobalto che diventerà il museo più visitato del Messico, dove nasce e morirà, da piccola ebbe come noto una malformazione da spina bifida (per qualcuno, la polio), per poi rimanere vittima martoriata nel bacino, nella colonna vertebrale e a un piede nel terribile incidente dei suoi 18 anni.

Il film in 6 capitoli, narrato da una Asia Argento in grazia, mostra filmati e documenti dell’epoca, arricchiti da preziose interviste, una tra tutte quella alla fotografa messicana Graciela Iturbide che ebbe l’opportunità di fotografare il Bagno di Frida, aperto dopo anni dalla sua morte (per approfondire: da questa esperienza, il volume “El baño de Frida” di Graciela Iturbide – Punctum Edizione Italiana a cura di Marco Delogu).

Bernard Silberstein (1905–1999), United States, Diego Rivera Watching Frida Kahlo Paint a Self Portrait, circa 1940, gelatin silver print, Cincinnati Art Museum� Gift of the Artist, 1986.570, © Edward B. Silberstein.jpeg

La pittura

Frida cominciò a dipingere nel periodo di immobilità e convalescenza dopo l’incidente, grazie a uno speciale cavalletto creato dai genitori. Nella produzione di Frida Kahlo, di 143 dipinti, 55 sono autoritratti: lei stessa disse “Pinto autorretratos porque estoy mucho tiempo sola. Me pinto a mí misma, porque soy a quien mejor conozco”. Non si può staccare, ovviamente, l’opera di Frida dalla sua biografia, dalla sua sofferenza, dai suoi amori infelici, dal rapporto ambivalente e tormentato con il muralista Diego Rivera, sorprendentemente amatore libertino e attivista comunista di 21 anni più vecchio. Anche Frida si è iscritta al partito nel 1928 ed è diventata una convinta attivista.

Il viaggio di Viva la Vida tocca diverse opere fondanti dell’arte di Frida

La pittrice ritrae se stessa e il marito nel 1931 nell’autoritratto Frida e Diego Rivera, dedicato a Albert Bender che li aveva fatti entrare negli Stati Uniti nonostante il chiaro orientamento comunista di Rivera: Frida è piuttosto acerba rispetto allo stile che conosciamo, ma ironica, con i tratti già definiti per quanto influenzati dallo stile naïf di pittori dell’epoca come Jose Maria Estrada, che certamente influenzò anche lo stesso Rivera.

Nell’autoritratto di coppia, Frida moglie adorante del colossale marito, Frida mani e piedi piccoli legata al suo Maestro, colui di cui ha detto nel quindicesimo anniversario di matrimonio “Perché lo chiamo il mio Diego? Non è mai stato e non sarà mai mio. Diego appartiene a se stesso”.

Henry Ford hospital

Henry Ford hospital è del 1932, è un dipinto intimo, che segue uno dei tre aborti che il corpo martoriato e non adatto alla gravidanza di Frida deve subire: Frida dipinge un corpo quasi spezzato, sullo sfondo la Skyline di Detroit, sei oggetti collegati da fili rossi tra cui il feto maschio abortito, l’orchidea, il bacino rotto nell’incidente del 18 anni, la lumaca (probabilmente simbolo della lentezza dell’operazione, ma anche del concepimento nella cultura india). Il primo dipinto su foglio di metallo, incoraggiata da Rivera a dipingere i momenti importanti della sua vita. Sempre del 1932, infatti, è My Birth, in cui Frida dipinge la propria nascita nel ricordo della morte della madre.

La mia balia ed io

La mia balia ed io è del 1937. Costante della pittura di Frida resta l’iconografia dell’arte popolare messicana. In questo dipinto l’autrice rappresenta la balia che l’aveva allattata (poiché che la sorella Cristina era nata soltanto undici mesi dopo di lei) coperta da una maschera funeraria precolombiana. La bimba e la donna sono distanti, evidentemente non si amano, non c’è contatto affettivo tra le due. La balia sembra roccia, Frida è un’adulta con corpo da bimba, il seno un intrico quasi arboreo, la vegetazione lussureggia intorno.

Diego e ancora Diego

Altra costante della vita di Frida è la relazione con Diego, fatta di alti e bassi forti, di tradimenti reciproci, di una casa fatta di due costruzioni nella quale vivono e lavorano separati.

Frida è a sua volta fluida, impegnata in diverse relazioni, che incrociano talora le amicizie talora l’impegno politico della famiglia Rivera. In particolare, frequenta Nickolas Muray, fotografo ungherese, che più volte la ritrae nell’ambito della loro lunga e altalenante relazione (1931-1941), restando amici fino alla morte di lei, e oltre ad Andre Breton e Trockij – ospiti, amici di Diego, amanti di Frida – anche Tina Modotti (Udine 1896-Messico 1942), con la quale amicizia e politica si incroceranno fino alla rottura.

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Sdoppiamento

Le due Frida è del 1939 – subito dopo il divorzio da Rivera – del quale ha scoperto la relazione con la propria sorella Cristina – che dopo solo un anno da separati poi risposerà.

Frida, che mostra una propria netta strada artistica, rivela una doppia identità: la Frida europea in bianco, l’abito moderno, la Frida americana nel tradizionale costume Tehuana, collegate dal “filo” di Diego che unisce i suoi due cuori: Frida non è felice, subisce i tradimenti del marito che si affiancano al dolore fisico che la tormenta per tutta la vita, soffre per la fine della relazione. Con le forbici recide il filo rosso che parte da Diego – ritratto nel piccolo medaglione – e collega i due cuori – perfettamente rappresentati dal punto di vista anatomico – e le sue due personalità. Il cielo oscuro e tempestoso riflette ancora più il suo tormento.

Autoritratto con collana di spine e colibrì

Anche Autoritratto con collana di spine e colibrì del 1940 vede Frida frontale, magnetica, solenne, in parallelo con Cristo con una collana invece di una corona di spine, martire del dolore e della sofferenza del cuore, il colibrì morto a simboleggiare del divorzio – ma che ricalca anche nella linea le iconiche sopracciglia di Frida – gatto nero e scimmia ragno – simboli di sfortuna e demonio.

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La colonna rotta

Ne La colonna rotta (1944) ci presenta tutta la sua sofferenza fisica, l’angoscia, l’orrore del dolore, i chiodi sul viso e su tutto il corpo, lo squarcio sul torso. Sullo sfondo la terra a sua volta squarciata. La colonna dorica rotta al posto della spina dorsale. Frida bella e forte nel suo corsetto, ma piange e sembra sfidare chi la guarda ad affrontare il suo stato. I colori sono netti.

Il cervo ferito

Il cervo ferito, o il cerbiatto del 1946. Nove frecce, stavolta il dolore fisico della nuova operazione. Sullo sfondo la foresta di alberi morti e fronde strappate, la paura, la disperazione. Il cielo e il mare forse chiari di speranza, cui il povero cervo tormentato dalle frecce e sanguinante con il volto di Frida e le imponenti corna non arriverà. Subito dopo l’operazione alla colonna, Frida torna da NewYork in Messico, ma è sofferente e depressa mentre sperava in una risoluzione.

Sotto le zampe, accanto al suo nome, Frida scrive “Carma”: il suo destino.

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Viva la Vida

Il film prende il titolo da Viva la Vida, del 1954, dipinto 8 giorni prima di morire. Frida, ormai distrutta e con una gamba amputata, scrive la frase che da il titolo al quadro e riesce a colorare del rosso sangue delle angurie gli ultimi momenti di una vita di sofferenze e speranza, della capacità di trasformare il dolore in arte: un vero tributo alla vita.

Info

online exibition https://artsandculture.google.com/exhibit/frida-kahlo-¡viva-la-vida/BwJSiccgMhf8LA

Intervista ad Asia Argento: https://we.tl/t-z3r3GusRn0

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Parte da Milano l’Ylenia Lucisano Eurotour

Parte da Milano l’Ylenia Lucisano Eurotour

Questa sera partirà, Domenica 24 novembre 2019 dalle ore 21.45 presso il Mare Culturale Urbano di Milano, l’Ylenia Lucisano Eurotour. Ci sarà anche Tricarico ospite della serata della cantautrice che si imbarca in un tour Europeo da fare invidia anche a tanti più celebrati artisti italiani. Nel video qui sopra l’intervista fatta qualche mese fa nella sede del suo ufficio stampa, per l’uscita dell’ultimo LP. Ad aprire il concerto, suonerà prima dell’orario sopra indicato, ci sarà Godot sperando che non ci faccia aspettare troppo. Umorismo freddo di cui a Milano in questi giorni non si sente la necessità ricordo che con l’artista ci saranno sul palco Pasquale “Paz” Defina alla chitarra e da Roberto Romano ai fiati. Ylenia ha una voce che merita di essere ascoltata ed è anche una persona molto piacevole, che in questo mondo non è una cosa da non rimarcare. Ingresso Gratuito per il concerto di questa sera.

Ylenia Lucisano foto di Daniele Barraco

Date del Tour Europeo

24 novembre – Mare Culturale Urbano – MILANO (Italia) – special guest TRICARICO

25 novembre – Le Champ de Marse – MARSEILLE (Francia)

26 novembre – Attendan ITALIART – ALISE SAINTE REINE (Francia)

27 novembre – Cellier de Clairvaux – DIJON (Francia)

28 novembre – Trinidad Place Du Theatre – DIJON (Francia) 

29 novembre – Piola Libri – BRUXELLES (Belgio)

30 novembre – Pinot Grigio – PARIS (Francia)

1 dicembre – Mixtree – AMSTERDAM (Paesi Bassi)

3 dicembre – House Concert – EIJSDEN (Paesi Bassi)

5 dicembre – Oblomov – BERLIN (Germania)

6 dicembre – Bellevue – MUNICH (Germania)

7 dicembre – Kollettivo Frankfurt @Heming’s Coffee – FRANKFURT AM MAIN(Germania)

Info

www.ylenialucisano.com

www.youtube.com/YleniaLucisanoVEVO

www.facebook.com/YleniaLucisanoOfficial

www.instagram.com/ylenialucisano

Mare Culturale Urbano – via G. Gabetti 15 Milano